A Bellavista emozioni con il Coro in bianco e il ricordo di Daniele Perini

Dalla boccata d’ossigeno nei giorni difficili del Covid alle trasferte nazionali: la storia del coro ospedaliero che cura lo spirito e tramanda l’esempio di chi ha fatto del servizio una scelta di vita. Nella giornata internazionale dell’infermiere ricordato Daniele Perini.

L’idea di creare un coro formato da dipendenti ASL, sia ospedalieri sia territoriali, nasce dalla compianta dottoressa Nella Franco e dal diacono Marco Florio, con l’obiettivo di portare gioia e speranza nei vari reparti dell’Ospedale di Ivrea. Il progetto ha preso vita in uno dei momenti storici più complessi, delicati e impegnativi: l’emergenza Covid. In quel contesto di cronica carenza di personale e pressione umana senza precedenti, l’appello a trovarsi per portare “una boccata d’ossigeno emotivo” attraverso i canti natalizi ha trovato un’adesione immediata e partecipe. Dietro il coro non c’è soltanto musica, ma una precisa idea di cura e di comunità.

Un’identità fatta di professione e passione

Sotto la guida della direttrice Alessia Riccelli, infermiera in chirurgia che accompagna i canti alla tastiera, insieme al chirurgo dottor Mondini alla chitarra, il coro rappresenta tutte le professionalità della sanità che hanno deciso di mettersi in gioco. Medici, infermieri e amministrativi che, svestiti momentaneamente i panni istituzionali ma fieri del loro camice bianco, usano il potere della musica per alleggerire i fardelli propri e delle persone di cui si prendono cura. Un impegno portato avanti con un entusiasmo e un’allegria che traspaiono chiaramente in ogni esibizione.

Il coro ha adottato il celebre motto di don Milani, scritto sulle pareti della scuola di Barbiana: “I care” (mi prendo cura, mi faccio carico), per umanizzare il percorso terapeutico dei pazienti; un mandato che gli operatori sanitari eseguono incessantemente e con generosa professionalità ogni giorno. Le prove si svolgono regolarmente nella Cappella dell’Ospedale – luogo simbolico dove la preparazione tecnica si fonde con la spiritualità e a cui partecipa attivamente anche il cappellano.

Dalle RSA al sagrato di San Pietro

L’attività del gruppo non si ferma tra le mura del nosocomio eporediese. La loro “missione di gioia” ha toccato le RSA della zona e gli Hospice, portando conforto dove il dolore è più silenzioso. Già nel 2021 il coro canavesano si è esibito con l’associazione Bimed (Biennale delle Arti e delle Scienze del Mediterraneo) in uno spettacolo teatrale natalizio di beneficenza al Giacosa.

Il cammino delle “Voci in Bianco” ha però valicato presto i confini regionali, portando i coristi a vivere esperienze di respiro nazionale. Nel 2022 il coro è stato ricevuto sul sagrato di San Pietro insieme a centinaia di corali aderenti al progetto “Music for Pope” che poi nell’ottobre 2024 si sono ritrovate in provincia di Salerno nell’area archeologica di Velia ad Ascea, per il grande evento di pace “Music for Mediterranean” (oggi Music for People), organizzato da Bimed per promuovere la solidarietà tra i popoli. Nel novembre 2025 il Coro in bianco ha preso parte al Giubileo delle Corali a Roma.

Oggi il Coro è una realtà consolidata di circa 30 elementi, la dimostrazione di come la cura della persona passi inevitabilmente anche attraverso il benessere dello spirito. Con la stessa regolarità con cui affrontano i turni in reparto, i coristi continuano a provare e a sognare nuovi progetti, pronti a trasformare ogni nota in un gesto di vicinanza e ogni concerto in un abbraccio collettivo.

Giornata Internazionale dell’infermiere

L’ultima esibizione del coro è stata a Bellavista nell’ambito del programma di iniziative “Abitare il quartiere con la musica” organizzato dall’associazione Bellavista Viva insieme a tante realtà musicali e il patrocinio della Città di Ivrea nella giornata internazionale dell’infermiere, il 12 maggio. Il loro canto e l’allegria del sentirsi comunità ha allietato e divertito gli abitanti del quartiere e non solo, soprattutto anziani, che erano presenti in buon numero.

L’omaggio al quartiere Bellavista e il ricordo di Daniele Perini

L’evento è stato l’occasione per ricordare Daniele Perini, stimato infermiere scomparso nel 2019, che ha dedicato la vita alla cura del prossimo tra l’ospedale di Ivrea, il SERD e gli ambulatori di territorio.

A dieci anni dall’intitolazione dell’ambulatorio di quartiere a suo nome, per iniziativa dell’associazione Bellavista Viva,  il nipote Daniele (oggi studente di medicina) lo ha ricordato con una commovente lettera, testimoniando come l’eredità di amore e dedizione del nonno continui a ispirare le nuove generazioni.

Purtroppo, ero troppo piccolo per ricordarmi bene di come fosse mio nonno Daniele. Nonostante questo, posso dire che lo conosco e lo vivo, attraverso le somiglianze che trovo nei miei occhi, i racconti dei miei familiari e ciò che ha lasciato scritto. In tutte queste cose trovo un nodo comune, l’Amore con la A maiuscola. Per la famiglia, per il prossimo, per me che non ero ancora nato ma di cui già scriveva che mi aspettava con ansia e trepidazione. Per il lavoro. Lui sicuramente non lo sa ma questo Amore nell’aiutare il prossimo me lo ha trasmesso.

17 anni fa, quando mio nonno è venuto a mancare, io avevo solamente 8 anni. Ancora non sapevo bene quale sarebbe stata la mia strada, ma lo avrei scoperto di lì a poco. Oggi studio medicina e come lui svolgerò un mestiere il cui scopo è quello di perseguire solamente il bene altrui. Se la penso così, in un mondo circondato maggiormente da egoismo e indifferenza, è merito anche suo. Della sua capacità di trasmettere il suo ideale di amore. Per questo devo ringraziare anche mio papà e le mie zie, che hanno tenuto in vita la sua memoria non in modo passivo, ma crescendomi come sono sicuro mio nonno avrebbe voluto. Grazie anche a mia nonna Giovanna la quale con i suoi racconti rafforzava sempre di più l’ideale dell’amore di mio nonno.

Spero e mi auguro di riuscire nella vita a trasmettere questo suo ideale pur essendo me stesso, senza emularlo, prendendo il bene che ha portato nelle vite altrui.

Colgo l’occasione per ringraziare l’associazione Bellavista Viva che ha contribuito a mantenere in vita, nelle memorie, mio nonno.”

Scuola infermieri Ivrea (A.S. 1979-80) – Seduto a gambe incrociate, Daniele Perini