E la festa continua!

Martedì 28 maggio : ore 15.00– 17.10–19.20–21.30
Mercoledì 29 maggio: ore 15.30 – 18.00

Regia di Robert Guédiguian / Intepreti: Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Lola Naymark, Grégoire Leprince-Ringuet, Lola Naymark, Robinson Stévenin, Sophie Payan, Gérard Meylan, Pauline Caupenne, Alice Da Luz / Sceneggiatura: Robert Guédiguian, Serge Valletti / Fotografia: Pierre Pilon / Musiche: Michel Petrossian / Montaggio: Bernard Sasia / Scenografia: David Vinez / Distribuzione: Lucky Red / Origine: Francia-Italia / Durata: 106’

Variazione di programma: sostituisce The Palace

Scheda filmografica 30

Rosa è il cuore e l’anima del quartiere popolare nella vecchia Marsiglia. Divide la sua energia strabordante tra la sua famiglia numerosa e unita, il suo lavoro da infermiera e il suo impegno politico a favore dei più svantaggiati. Ma quando si avvicina alla pensione, le sue illusioni cominciano a vacillare. Sostenuta dalla vitalità dei suoi cari e dall’incontro con Henri, si rende conto che non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni, sia politici che personali.

Improvvisamente, un fracasso terribile. Si apre su una tragedia E la festa continua! (…), sul crollo non solo morale e metaforico ma puramente materiale della società contemporanea: la mattina del 5 novembre 2018 a Marsiglia in rue d’Aubagne, nel quartiere Noailles – pieno centro cittadino – due palazzi fatiscenti abitati dalle fasce più deboli della popolazione crollarono di schianto uccidendo otto persone. (…)
Raffaele Meale

La crisi della sinistra, la solidarietà di classe, Marsiglia come centro del mondo: bentornato Robert Guédiguian. Che con Et la fête continue!, ventitreesimo lungometraggio in quarantadue anni, resta fedele a se stesso, a un paesaggio che è soprattutto orizzonte culturale e a personaggi che prima ancora sono persone (perché amici se non familiari). Guédiguian resta orgogliosamente – e inevitabilmente – un uomo del Novecento che crede nell’utopia nonostante tutto, perché “niente è finito e tutto comincia”, anche nella Francia neoliberista di Macron (va da sé, detestato) che è porto, frontiera, campo di battaglia (…)
Lorenzo Ciofani

Straordinario poema urbano su una famiglia armena di Marsiglia. Echi di Prevert, delicatezza a fior di pelle e una tragedia sociale che carsicamente tocca tutti. Una meraviglia.
“Improvvisamente, un terribile fracasso”. Comincia con questa didascalia E la festa continua!, anticamera di una tragedia che dà il via al film più personale di Robert Guédiguian e forse più bello. Il 5 Novembre 2018 due palazzi al 63 e al 65 di rue d’Aubagne a Marsiglia, nel cosmopolita quartiere di Noailles quasi attaccato al famosissimo e cinematografico Porto Vecchio, crollano su loro stessi. Difetti di progettazione, allerte ignorate e la turistificazione selvaggia del posto hanno ucciso, quella terribile notte, otto persone. (….)
Mario Turco

C’è qualcosa di straordinario, oltre che di rassicurante, nel fatto che Robert Guédiguian, il suo cinema, la sua Marsiglia, i suoi attori – Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan, sempre loro – siano ancora lì. E non per questioni di affetto o – peggio – di nostalgia, ma perché sono testimoni di uno sguardo sul contemporaneo e sul mondo di oggi estremamente lucido oltre che, come è sempre stato, ostinato e tenace. Se Guédiguian resta infatti uno dei pochissimi autori europei capace di fare un cinema dai forti tratti personali – che potremmo perfino definire privato se non fosse che quello di “privato” è un concetto lontanissimo dalla sua poetica e mentalità – ma allo stesso tempo dal respiro universale, è perché ha saputo costruire una modalità di racconto che trova proprio nella ripetizione, intesa come variazione sul tema, il proprio senso.(…)
Lorenzo Rossi

Ariane Ascaride, che interpreta la protagonista Rosa:
«Nell’epoca in cui viviamo la proposta di Guédiguian mi sembra indispensabile perchè viene data l’impressione che il mondo stia affondando e precipitando in abissi terribili e penso sia importante mostrare che ci sono molte persone che ancora continuano a fare delle cose insieme anche se non se ne parla mai. Avere gioia e speranza credo sia una forma di resistenza indispensabile che può diventare una risposta a un mondo che si vuole sempre uniforme».

Parla il regista:
«C’è un filo tra le generazioni, il riferimento a Rosa Luxemburg e Gramsci nel film serve a creare questo legame. La rassegnazione dei paesi occidentali di oggi non ci deve far dimenticare che dai villaggi, dalla piazza e la strada bisogna ricostruire qualcosa di prossimità, insistendo su un’azione collettiva. Se i nostri dirigenti hanno consentito all’economia di sopraffare il politico, si può comunque agire in modo diverso e distaccare la politica dall’economia. L’ospedale per esempio non dovrebbe essere economia, devono essere finanziati gli ospedali nonostante tutto per me e per questo la protagonista del film lavora lì” ha sottolineato Guédiguian, che ha spesso usato il cinema per veicolare messaggi sociali e politici, per sensibilizzare lo spettatore.
Ho la pretesa di riuscire a cambiare le cose, altrimenti avrei smesso da tempo. Dico sempre che se c’è anche un solo spettatore che cambia idea o perlomeno che vede le cose in modo diverso per me già è qualcosa. Il Cinema serve, altrimenti non lo farei».

Cliccando qui la “pagellina” per esprimere le valutazioni sugli ultimi dieci film programmati in questa edizione, in formato cartaceo al cinema. Da consegnare nell’apposita urna nell’atrio del cinema entro il 28 maggio o inviare a [email protected] entro il 7 giugno 2024.

Il riepilogo delle valutazioni espresse sarà pubblicato qui e inviato con la consueta newsletter alle socie e ai soci che hanno indicato un loro indirizzo mail.

Sperando che questa edizione sia stata apprezzata e gradita, auguriamo buona estate a tutte/i. Arrivederci a settembre con tante novità.

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Qui i RISULTATI delle “pagelline”con le valutazioni della seconda decina di film programmati.

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