Ivrea abbraccia Cuba in una sala Santa Marta gremita

Grandissima partecipazione sabato 6 giugno a Ivrea in sala Santa Marta nell’incontro pubblico per Cuba. La solidarietà internazionale del popolo cubano espressa anche in Italia con le brigate mediche durante il Covid commuove e smuove gli animi.

Si è tenuto sabato a Ivrea l’affollato incontro pubblico dal titolo “Cuba non è sola”, un momento di profonda riflessione e denuncia politica incentrato sulla drammatica e decennale condizione di assedio economico subito dall’isola caraibica. L’evento, svoltosi alla presenza d’eccezione del Console Generale di Cuba, José Luiz Darias Suárez, ha offerto lo spunto per una disamina stringente sulla guerra ibrida condotta da Washington, tracciando un filo conduttore tra le storiche sanzioni e la dottrina strategica globale della nuova amministrazione statunitense.

In una Sala Santa Marta gremita, attenta e partecipe, si è tenuto, sabato sera 6 giugno, l’incontro pubblico con il console cubano Josè Luiz Daria Suarez “Cuba non està sola – Cuba non è sola”, organizzato da NES in collaborazione con Rifondazione Comunista, il Partito Comunista di Unità Popolare, l’associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba.

Dopo che l’Assessore Massimo Fresc ha portato i saluti di benvenuto da parte del comune di Ivrea, il console ha illustrato la pesante situazione che Cuba sta vivendo: accerchiata da un embargo che dura da oltre 60 anni, ma che dal 29 gennaio di quest’anno ha assunto toni drammatici, l’isola si trova spesso in condizioni di black out energetico. La situazione più critica è negli ospedali, anche se continuano a lavorare a ritmo serrato, pur in carenza di farmaci.
Il console ha messo l’accento sui progetti di indipendenza energetica: “Se possono bloccare le petroliere non possono bloccarci il sole” ha affermato, ricordando inoltelre l’eccellenza e la disponibilità dei cubani in campo sanitario (oggi 350 medici sono contrattualizzati nella sola regione Calabria!).

Il segretario regionale della Fiom-CGIL Lino Malerba e l’assessore del comune di Nichelino Fiodor Verzola, hanno condiviso le rispettive recenti esperienze a Cuba con l’European Convoy, sottolineando la laboriosità del popolo cubano, ponendo in evidenza le eccellenze del settore sanitario, la dignità del personale che vi opera, pur in mezzo a evidenti difficoltà, come la carenza o mancanza dei medicinali.
Molto apprezzati anche gli interventi di Rocco Sproviero e Fausto Lazzari di ANAIC, di Gianni Favaro per il PCUP e di Cadigia Perini per Rifondazione.
Il console ha poi concluso ricordando come oggi non sia possibile effettuare alcuna operazione bancaria verso Cuba, in quanto viene bloccata e respinta al mittente, così come le mozioni anti embargo portate all’ONU e accolte in modo favorevole da oltre 180 nazioni non trovino poi applicazione, lasciando Cuba in una situazione di estrema difficoltà.

Un enorme grazie da parte nostra va sicuramente al nostro Michelangelo Inverso, per aver magistralmente condotto e moderato l’evento.
Nuovi Equilibri Sociali

Cuba non està sola – Cuba non è sola

Da quasi settant’anni Cuba subisce una guerra ibrida. Un blocco commerciale e finanziario soffocante, attacchi, infiltrazioni, campagne di destabilizzazione volte al cambio di regime. E oggi l’amministrazione Trump ha innescato una pericolosa escalation contro Cuba con il controllo totale sulle importazioni di petrolio. L’obiettivo è chiaro: privare il paese di una risorsa vitale e spingere la popolazione allo stremo.

Non soddisfatti di questo effetto devastante, gli Stati Uniti però vogliono di più. Puntano a promuovere una ribellione popolare. Con una propaganda soffocante imputano senza vergogna la responsabilità della crisi al governo cubano. La fabbricazione di un’accusa penale contro il generale Raúl Castro Ruz è chiaramente un pretesto orchestrato per scopi politici. Serve solo ad aumentare la pressione sull’isola. Creando un’aura di criminalità, Washington vuole giustificare qualsiasi aggressione. Proprio come ha fatto con Nicolás Maduro.

Tuttavia, la coscienza antimperialista del popolo cubano è troppo alta per le misere pretese di Washington. Potranno colpire duro, ma la loro determinazione a difendere la propria sovranità è incrollabile. I cubani sanno con chiarezza chi è il principale nemico: l’imperialismo. Il nemico di tutti i popoli.

In questo contesto, la sola esistenza della Rivoluzione cubana è una minaccia per Washington, perché frena il loro espansionismo. Mentre il controllo delle risorse del continente è vitale in questo momento di declino della supremazia USA. Garantire le materie prime serve agli Stati Uniti per alimentare la guerra in Medio Oriente. Serve a concretizzare la National Security Strategy 2025, basata sulla retorica dell’“America First”. Si aggiungano a questo gli interessi della mafia cubano-americana anticastrista la potente rete di potere politico ed economico non è più solo un gruppo di pressione, ma è dentro l’amministrazione statunitense.

Certo, irrita gli Stati Uniti che Cuba, fin dalla nascita dello Stato rivoluzionario, abbia espresso uno straordinario spirito di cooperazione internazionale. Cuba sceglie di condividere con il resto del mondo non le proprie eccedenze, ma quello che hanno, tutto ciò che è indispensabile per la giustizia sociale e la dignità umana.

Le campagne di alfabetizzazione, la formazione di decine di migliaia di medici per il Terzo Mondo, le brigate mediche – che generosamente hanno aiutato anche l’Italia durante la drammatica epidemia Covid –, ne sono la testimonianza più limpida. E nella storia, l’aiuto decisivo all’Angola per fermare l’apartheid, l’accoglienza di oltre 25.000 bambini ucraini e bielorussi colpiti dal disastro di Chernobyl, per fare giusto due esempi, dovrebbero parlare alla coscienza delle nazioni. Nazioni che oggi tacciono, o peggio, collaborano apertamente con la politica imperialista degli Stati Uniti.

Cuba oggi più che mai ha bisogno di un sostegno concreto, che sia al contempo politico ed economico. È necessario denunciare la politica imperialista e criminale degli Stati Uniti in ogni sede istituzionale e in ogni occasione pubblica: l’imperativo categorico deve essere quello di rompere il blocco economico.

Grandi nazioni come la Russia, la Cina, il Messico e le reti di solidarietà come l’European Convoy to Cuba stando già aiutando concretamente Cuba. Ma occorre un intervento più ampio che impegni tutti gli Stati liberi e democratici. A partire dalla Spagna: una presa di posizione netta da parte di Madrid sarebbe una spinta formidabile per altri paesi del continente.

Il declino egemonico degli Stati Uniti, dunque, è inarrestabile e pericoloso, la loro strategia è chiara. Davanti a un mondo multipolare, Washington cerca il controllo totale del continente. Assecondare gli Stati Uniti sperando di salvarsi è un’illusione.

Solo l’integrazione regionale e la cooperazione internazionale potranno sventare questo destino di sottomissione.

Solo così si aprirà la strada al riscatto socialista e alla giustizia sociale.

Cadigia Perini, intervento all’incontro “Cuba non è sola” (Ivrea, 6 giugno 2026)