Gli asini volano davvero: inaugurata la Ciuco’s Social Factory in via Arduino

Sabato mattina, in via Arduino 91, gli Asini hanno aperto una nuova porta sulla città. E dentro quella porta non c’era soltanto un laboratorio, né semplicemente una nuova sede. C’era un’idea precisa di comunità.

Alle 11.30 la nuova Ciuco’s Social Factory ha inaugurato i suoi spazi nel centro storico di Ivrea: un luogo che sarà insieme atelier artistico, officina creativa, spazio espressivo, laboratorio sociale e punto di incontro aperto alla cittadinanza.

Chi conosce l’esperienza di APS Asini si nasce – CAD Montenero sa che niente nasce per caso. Dietro questa inaugurazione ci sono anni di lavoro quotidiano fatto di laboratori, orti, cucina, teatro, arte, relazioni, autonomie costruite lentamente e con ostinazione accanto a ragazze e ragazzi con disabilità intellettiva.

E infatti l’atmosfera dell’inaugurazione aveva poco del “taglio del nastro” tradizionale. Sembrava piuttosto una restituzione collettiva: la città che entra in uno spazio e contemporaneamente uno spazio che si apre finalmente alla città.

Tra i locali appena ristrutturati, i muri già pieni di opere e colori raccontavano con chiarezza la direzione del progetto. Durante la mattinata sono state esposte le creazioni artistiche realizzate dai ragazzi del CAD, mentre il pubblico si muoveva tra conversazioni, curiosità, saluti, abbracci e il rinfresco preparato per l’occasione.

Nel pomeriggio hanno preso vita anche i laboratori creativi dedicati a bambini e ragazzi, quasi a dichiarare subito la vocazione del posto: non uno spazio chiuso o specialistico, ma un’officina attraversabile, viva, porosa.

L’articolo di Simonetta Valenti pubblicato nei giorni scorsi sul nostro giornale lo aveva intuito bene: “non soltanto uno spazio laboratoriale, ma anche un punto di incontro tra arte, inclusione e comunità”. E dal vivo questa impressione si percepiva ancora di più.

La nuova Social Factory nasce anche grazie al contributo dell’Otto per Mille Valdese e continuerà il lavoro artistico già avviato insieme agli artisti Galliano Gallo e Rossana Challancin, che accompagneranno le attività espressive del gruppo.

Ma forse il punto più interessante non è nemmeno quello organizzativo. È il modo in cui gli Asini riescono da anni a spostare lo sguardo: dalla disabilità alle possibilità, dall’assistenza alla partecipazione, dall’inclusione raccontata all’inclusione praticata davvero.

Per questo la Ciuco’s Social Factory sembra nascere già con una sua identità precisa. Non come contenitore di attività, ma come luogo in cui succedono incontri. Dove arte e socialità non vengono usate come slogan, ma come strumenti concreti per costruire relazioni e autonomia.

E allora sì, forse gli asini volano davvero. A Ivrea, almeno da ieri mattina, un po’ si è visto.

mp