XXVI Edizione di “Così vedo l’Italia”: sguardi dal mondo nella Sala Dorata

Il dialogo tra culture passa anche attraverso l’obiettivo di una macchina fotografica. Giovedì 7 maggio, la cornice suggestiva della Sala Dorata del Comune di Ivrea ha ospitato la premiazione della XXVI edizione di “Così vedo l’Italia”, il concorso fotografico promosso dal Centro Locale di Intercultura.

Nato da un’intuizione delle volontarie e dei volontari eporediesi, il concorso “Così vedo l’Italia“, riservato ai ragazzi e alle ragazze stranieri che stanno vivendo il loro anno scolastico in Italia, ha tagliato il traguardo dei ventisei anni in “splendida forma”. Lo dimostra l’altissima partecipazione di questa edizione, che ha messo a dura prova la giuria composta da giornalisti, fotografi professionisti e volontari, affiancata dal voto della giuria popolare di Instagram.

Oltre l’aspetto puramente visivo, il concorso si conferma un prezioso percorso di consapevolezza: ogni scatto è accompagnato da una riflessione che spinge i ragazzi a soffermarsi sulle emozioni, sulle particolarità dei nuovi luoghi e abitudini con i cui vengono a contatto, regalandoci uno specchio spesso inedito su chi siamo.

La cerimonia: ponti tra nazioni

Dopo i ringraziamenti dei volontari di Ivrea all’amministrazione comunale, alla giuria, alla stampa che segue le loro iniziative, alle famiglie, ai ragazzi, e agli sponsor che sostengono i programmi dell’associazione, la vicesindaca Patrizia Dal Santo ha portato i saluti della città, elogiando lo spirito dei giovani studenti e la dedizione dei volontari.

È arrivato quindi il momento di svelare i nomi dei vincitori.

Prima classificata “Tra due sponde, tra due vite” di Antoni Miner dalla Polonia a Brescia

Questa foto è stata scattata nella Riserva Naturale Torbiere del Sebino, un luogo che mi ha sorpreso per la sua bellezza inaspettata. La natura italiana mi ha insegnato che non esiste un solo modo di essere speciali: come una montagna può essere bella anche senza neve, anche io ho capito di poter essere me stesso. Il ponte rappresenta il passaggio tra due momenti della mia vita e il coraggio di seguire una nuova strada.

 

Seconda classificata “Pomeriggi italiani” di Sara Zuluaga dalla Costa Rica a Sciacca

Una delle cose che più mi ha sorpreso in Italia è il modo in cui le persone trascorrono il tempo insieme. Sedersi all’aperto, parlare per ore e godersi il panorama è diventato parte della mia quotidianità. Sono questi piccoli momenti che mi hanno fatto sentire a casa in Italia.

 

Terza classificata “Nuove prospettive” di Ines Armada dalla Spagna a Conegliano

Questa foto è stata scattata dalla finestra della mia camera in Italia. Quando sono arrivata nella mia nuova casa e ho aperto la finestra della mia camera, non solo ho potuto osservare questo bellissimo panorama dei vigneti tipici del Veneto con le montagne dietro, ma anche ho visto un nuovo modo di vedere la vita. Siccome io provengo da una grande città dove ci sono tantissime macchine e molti rumori, ritrovarmi davanti a questo meraviglioso paesaggio naturale mi ha colpito tantissimo. Mi ha fatto rendere conto che non ero più nella casa dove sono cresciuta, ma in un’altra, dove c’era una famiglia disposta ad accogliermi e integrarmi con loro. Attraverso questa finestra ho iniziato a conoscere questo meraviglioso paese chiamato Italia e anche una nuova versione di me stessa.

Vincitrice concorso su Instagram “Un simbolo italiano” di Nathanie dalla Repubblica Dominicana a Rovigo

Prima di venire in Italia conoscevo molto poco Dante Alighieri e il suo ruolo nella cultura italiana. Con il tempo, però, ho iniziato a incontrare la sua figura ovunque: durante le lezioni di italiano, nei libri, nelle piazze e persino camminando per le strade. La statua di Dante a Verona rappresenta quanto la letteratura e la storia siano parte integrante della vita quotidiana italiana. Dante non solo un autore studiato a scuola, ma una presenza costante che continua a definire l’identità culturale del Paese. Questo mi ha fatto capire come in Italia il passato venga valorizzato e vissuto, non dimenticato.

Il premio è … Ivrea!

Le ragazze e il ragazzo premiati sono, come da tradizione, ospiti per una settimana a Ivrea. Per loro il Centro Locale, insieme agli studenti Intercultura presenti a Ivrea, organizza ogni anno visite alla città e ai luoghi caratteristici del nostro territorio oltre ad iniziative conviviali e di scambio. Quest’anno sono stati ospiti della scuola media di Piverone dove il programma serrato preparato per la visita è saltato per le tantissime domande dei ragazzi della scuola a questi loro colleghi maggiori sull’esperienza che stanno vivendo, sui loro paesi di provenienza, su come si trovano in Italia. E anche quest’anno i giovani potranno seguire un corso di fotografia organizzato apposta per loro.

Non solo arrivi: il Canavese che parte

La giornata è stata anche l’occasione per salutare i 13 studenti canavesani in partenza per l’estero (11 per l’intero anno scolastico e 2 per un mese in Irlanda). Un numero più che raddoppiato rispetto agli anni scorsi, che permetterà alla nostra comunità di ricevere “informazioni da mezzo mondo senza spostarsi da qui”.

Le mete coprono l’intero globo: Bolivia, Canada, Finlandia, Svezia, Germania, Ungheria, Cina, Stati Uniti e Argentina. Un viaggio che dimostra come il mondo, pur nella sua vastità, sappia farsi piccolo grazie alle relazioni umane. L’obiettivo di Intercultura resta quello di abbattere muri e costruire ponti, una sfida quotidiana che richiede il supporto di tutti.

Essenziale, in questo senso, il ruolo degli sponsor. Quest’anno, grazie alla borsa di studio messa a disposizione da Ergotech, lo studente Arthur potrà volare in Argentina. Altri contributi fondamentali sono arrivati dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, dalla Fondazione CRT e dal Consiglio Regionale della Valle d’Aosta, che permetterà a una ragazza aostana di partire per il Canada. Tuttavia, resta un retrogusto amaro: per mancanza di fondi, due candidati veramente perfetti non hanno potuto intraprendere il viaggio. L’appello del Centro Locale è rivolto a tutti – enti pubblici, privati o semplici cittadini tramite il 5×1000 – affinché la “squadra” di chi parte possa accogliere, in futuro, chiunque ne abbia il merito e il desiderio.

Intercultura 70 anni e non li dimostra!

Settanta anni di incontri, emozioni e cambiamenti. Ma soprattutto 70 anni di persone e storie che hanno attraversato i confini geografici, mentali, culturali, dando vita a legami che durano per sempre.


Video 70 anni

Cadigia Perini