Contronatura. Agnosticismo

Mi ritengo agnostico o, perlomeno, penso di esserlo, almeno secondo la seguente definizione.
“L’agnosticismo, dal greco antico ἀ- (a-) senza e γνῶσις (gnōsis) sapere/conoscenza, è un atteggiamento concettuale con cui si sospende il giudizio rispetto ad un problema, poiché non se ne ha, o non se ne può avere, sufficiente conoscenza. In senso stretto è l’astensione dal giudizio sulla questione dell’esistenza o meno di una qualche entità divina.
L’agnostico afferma cioè di non sapere la risposta, oppure afferma che non è umanamente conoscibile una risposta e che per questo non può esprimersi in modo certo sul problema esposto. Nello specifico questa posizione è solitamente assunta rispetto al problema della conoscenza di Dio. In forme del tutto secondarie e in disuso può anche riguardare l’etica, la politica o la società.” (da Wikipedia).
Però, ritengo che ognuno possa credere a ciò che vuole o ritiene giusto anche senza conferme; il campo della fede non è restringibile a verifiche di fatto scientifiche, ma risiede nella sensibilità di ognuno. Ma, proprio in campo scientifico, il mio
agnosticismo assume una valenza intransigente: credo solo in ciò che è dimostrabile secondo il metodo scientifico proposto da Galileo Galilei (pare non sia più vivente!) il quale prevede che le ipotesi teoriche siano verificabili e oggettive.
Il grande filosofo contemporaneo Karl Popper introdusse un altro elemento: il principio di falsificabilità, secondo cui un’ipotesi scientifica deve essere smentibile da esperimenti e verifiche in grado di contrastare quanto congetturato, solo dopo aver superato tale prova l’ipotesi può definirsi vera. Quindi la scienza non è perfetta (come la religione che è basata su dogmi), ma è tutto ciò che abbiamo e che ci ha permesso di raggiungere incredibili risultati in tutti i campi.
A questo proposito mi ha colpito la notizia, a firma di Enrico Bucci su “Il Foglio”, della chiusura di una rivista scientifica (o meglio pseudoscientifica) denominata “Evidence-Based Complementary and Alternative Medicine” dedicata alle cosiddette medicine alternative. Non era mai capitato che una pubblicazione scientifica fosse chiusa! Motivo del ritiro del periodico la scoperta di 1497 articoli falsi contenenti frasi senza senso, argomenti fuori luogo, dati falsi, citazioni insensate e, soprattutto, non assoggettati alla revisione dei pari, cioè di altri scienziati; gli articoli sono stati ritrattati e la rivista chiusa nel settembre 2024.
Bucci ci ricorda che la scoperta di frodi scientifiche, in particolare perpetrate con l’uso di IA (cioè intelligenza artificiale), è stimata intorno al 10%; ciò vuol dire che la rivista potrebbe averne pubblicate 15000, ammesso ne abbia prodotte così tante, di cui la maggioranza è ancora esposta a un pubblico che non possiede criteri di valutazione oggettiva.
Ricordo che ogni tanto appaiono terapie miracolistiche in campo medico soprattutto per quanto riguarda la cura dei tumori, esempio classico il metodo Di Bella che negli anni ‘90 suscitò grande clamore, tanto che nel 1999 il Ministero della Sanità avviò una sperimentazione i cui risultati, riportati sul “British Medical Journal” (questa sì rivista seria), sancirono la sostanziale inefficacia del metodo poiché le curve di sopravvivenza dei pazienti sottoposti allo studio rientravano nei parametri delle curve di sopravvivenza relative alle specifiche forme di tumore in assenza di trattamento. Benché smentito dalle prove scientifiche il metodo è ancora praticato.
Sono certo che esistano pratiche alternative che potrebbero funzionare, ma che spesso rifiutano di sottoporsi al metodo scientifico poiché coloro che le praticano ritengono che tale verifica non funzioni con le loro metodologie: dovrebbero però spiegarci come sia possibile verificarne l’efficacia senza affermazioni fideistiche.

Il mondo è bello perché vario; io, nella mia modesta e insignificante razionalità, resto comunque agnostico rispetto a ciò che non è dimostrabile anzitutto in campo scientifico, ma il libero arbitrio non può essere ignorato.
E dio esiste? Sarebbe bello, ma non ci credo.

Diego Marra