Alta Felicità? Commovente

Dieci anni di “Festival Alta Felicità” in Val Susa e 30 di resistenza No Tav sono molto più che numeri, sono amore e lotta, condivisioni collettive di cui si può solo essere parte. Ce lo raccontano Silvia Ribero e Giulia Ramazzina.

Dal 24 al 26 luglio sono stata al Festival Alta Felicità a Venaus, insieme con Giulia. E questo è ciò che ne pensiamo.
Non prenderemo spunto da ciò che starnazzano i mass media, ci rifiutiamo che sia quel tono ridicolo a dettare i colori di questa storia profonda, fatta in tutto e per tutto di amore e di lotta. Ché proteggere il territorio da chi lo vuole sventrato inutilmente è davvero diventare la natura che si difende.
Per tre giorni e mezzo, a Venaus, abbiamo vissuto un’alta felicità in senso letterale. Si è nutrita dello stare immerse in un humus di persone simili e varie, uno spazio condiviso tra generazioni, provenienze e appartenenze variegate. Siamo state nel ricongiungimento di una comunità multiforme, stretta attorno all’essere resistenza allo squallore deprimente del capitalismo estrattivista del nostro presente. Un emblema di contestazione popolare unico in Italia che davvero ti solleva lo spirito, come promette.
Non vogliamo spiegare ancora una volta le ragioni del notav, sono 30 anni che vengono spiegate punto per punto, e sappiamo tuttə benissimo che il movimento ha ragione. Chi ancora non è convintə è perché ha scelto da che parte stare, ed è quella della propaganda muscolosa, della violenza mafiosa di Golia.
Alta Felicità è folla di gente che crede nel futuro – un atto coraggiosissimo e prezioso, oggi che il nostro pianeta brucia e muore avvelenato. Una massa si muove a qualsiasi ora del giorno e della notte, su un prato simbolo della riconquista popolare, di territorio rubato da interessi privati ed ecocidi.
Il rumore della festa rimane una costante, la musica unisce i continui scambi di idee, si infila tra le conversazioni, conduce informazioni, cultura, dibattiti, presentazioni di progetti, cucina popolare: l’intero festival è un’area di incontri. E non sono proprio gli spazi-tempo di incontro, di costruzione collettiva di un futuro migliore, ciò che ci manca di più? Non è proprio questo tipo di amore sociale, ambientale e civico che agogniamo quando ci lamentiamo dei social, dell’alienazione, dell’individualismo, dell’insensatezza del mondo del lavoro, della povertà dei nostri giorni, della sanità che non funziona, del welfare che ci lascia a piedi, etc etc etc?
Riguardo il corteo e i danneggiamenti certo potremmo descrivere la nostra esperienza diretta. Potremmo ripetere che il movimento notav è Davide in questa storia, spiegare perché la prima linea non è di infiltratə bensì di compagnə di una lotta, in una parola: giusta. Spiegare un’altra volta il senso e la necessità di boicottare i cantieri della devastazione. Potremmo spendere righe sui parallelismi con il G8 di Genova. Ma queste cose in realtà si sanno, basta seguire il movimento notav: è 30 anni che le racconta. Il fatto è proprio che talvolta si vuole afferrare della verità senza disturbarsi ad avvicinarsi ad essa, preferendo guardarla da lontano senza lasciarsene toccare. Né commuovere.
Noi vogliamo darvi, invece, delle buone ragioni per farlo: avvicinatevi. C’è tutto un anno di appuntamenti e incontri organizzati dal movimento prima del prossimo anno, notav.info è dove li trovate, dove potete avvicinarvi alla verità direttamente.
All’Altà Felicità veniteci anche voi: è contagiosa! Perché ha senso, innanzitutto. Una cosa per niente banale, che alla politica spesso – lo sappiamo – manca gravemente. Poi perché costruisce giustizia, comunità, solidarietà, allegria, fiducia nel futuro, legame vero con l’ambiente che è la nostra casa.
Essere parte di questa storia di amore e di lotta trentennale è Alta Felicità, e non avete nulla da temere: si parte e si torna tuttə assieme.

Silvia Ribero e Giulia Ramazzina