Primo Maggio a Bellavista: Musica, Comunità e il futuro del lavoro nell’era dell’IA

Il Primo Maggio 2026 di Ivrea batte nel cuore del Quartiere Bellavista. Quest’anno, la tradizionale Festa dei Lavoratori promossa dai sindacati CGIL, CISL e UIL, in collaborazione con le associazioni locali, trasforma Piazza 1° Maggio in un palcoscenico di riflessione, cultura e musica dal vivo.

Il tema centrale di questa edizione è quanto mai attuale: “Lavoro dignitoso, contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’Intelligenza Artificiale”.

Un invito a guardare al futuro senza dimenticare le radici di un territorio che, grazie alla visione olivettiana, ha fatto della dignità del lavoratore e dell’integrazione urbanistica il proprio vessillo.

Il programma della serata

L’evento prenderà il via alle 19:00 con l’apertura degli stand gastronomici curati dalla Pro Loco di Strambino, per un momento di convivialità che scalderà l’atmosfera.

Alle 19:30, il quartiere si racconterà attraverso lo sguardo dell’artista e regista Paola Risoli e dell’associazione Bellavista Viva.

Sarà un’occasione preziosa per approfondire il legame tra gli abitanti e l’architettura sociale di Bellavista.

A seguire, alle 20:45, verrà presentato un contributo video del celebre regista Mimmo Calopresti, dedicato al documentario “work in progress” che la Risoli sta realizzando proprio sulla vita e l’evoluzione di questo storico quartiere.

La musica dal vivo

Dalle 20:00, la musica diventerà protagonista assoluta con un’alternanza di ritmi e sonorità:

  • Bandita al Revès: per dare inizio alle danze con il loro stile travolgente.
  • Fabrizio Zanotti e la sua band (ore 21:00): il cantautore eporediese, da sempre sensibile alle tematiche sociali e del lavoro, porterà sul palco la sua poesia civile.
  • Frisian Band (ore 22:00): per chiudere la serata con il ritmo del rock e del blues.

L’iniziativa, sostenuta dalla Città di Ivrea e realizzata con la collaborazione delle associazioni Fabrika e Bellavista Viva, non è solo un concerto, ma un momento di presidio culturale e sociale in un quartiere simbolo della trasformazione industriale e comunitaria.