Due interessanti esposizioni al Museo Garda di Ivrea e cinque al Forte di Bard
Fino al 27 settembre al Museo Garda sono esposti in Textures i lavori di Carlo Mattioli, uno dei protagonisti più originali della pittura italiana del secondo Novecento, e Disegni del terzo tipo, mostra personale di Fausto Gilberti.
Textures di Carlo Mattioli
Curata da Anna Zaniboni Mattioli, Marco Pozzali, Marcella Turchetti e Martina Lunardi, la mostra di Mattioli rappresenta la tappa eporediese del progetto espositivo inaugurato nel febbraio 2026 presso il Negozio Olivetti, promosso dalla Fondazione Carlo Mattioli in collaborazione con il FAI. Per l’occasione, il percorso viene ampliato e approfondito attraverso una ricca selezione di opere, documenti, fotografie e pubblicazioni che raccontano il profondo legame tra Carlo Mattioli e il mondo Olivetti.
L’esposizione nasce da una vicenda che affonda le proprie radici nel 1979, quando i Servizi Culturali Olivetti inaugurarono a Ivrea una mostra di ritratti dedicati dal pittore alla nipote Anna. Fortemente voluta da Giorgio Soavi, tra i più stretti collaboratori di Adriano Olivetti e raffinato interlocutore dell’artista, quell’esperienza segnò l’inizio di un intenso dialogo tra Mattioli e l’universo culturale olivettiano.
Presenti i nuclei più significativi della ricerca dell’artista: i legni scolpiti e dipinti, i paesaggi, le “acque morte”, i cicli dell’albero, i campi di lavanda, le ginestre, i notturni, i papaveri, le spiagge e i boschi.
Elemento centrale dell’opera di Mattioli è il rapporto con la materia: tavole antiche, juta, superfici segnate dal tempo e materiali vissuti diventano parte integrante della composizione pittorica, trasformando il supporto in protagonista del processo creativo. La sua pittura si sviluppa così in un continuo equilibrio tra figurazione e astrazione, dove il paesaggio diventa luogo poetico e spazio interiore.
La mostra riunisce quasi settanta opere tra dipinti, sculture, tempere, vetri colorati, cementi dipinti, fotografie, video e materiali cartacei, arricchiti da documenti provenienti dal patrimonio culturale Olivetti, restituendo la complessità della ricerca di Mattioli e il dialogo costruito negli anni con una realtà culturale innovative quale quella olivettiana.
Tra gli anni Settanta e Novanta, infatti, la collaborazione tra l’artista parmigiano, scomparso nel 1994, e Olivetti si consolida attraverso importanti progetti editoriali e grandi esposizioni, culminando nella mostra del 1984 a Palazzo Reale di Milano. In questo contesto nascono anche le opere realizzate per l’Agenda Olivetti del 1981 e la celebre monografia introdotta da Giovanni Testori.
Accanto all’esposizione, il museo organizzerà visite guidate mensili curate dagli stessi curatori della mostra, offrendo al pubblico occasioni di approfondimento dedicate alla poetica e alla ricerca artistica di Carlo Mattioli. La prossima è in programma il 27 agosto alle ore 16.
Personale dell’artista Fausto Gilberti
Disegni del terzo tipo, mostra personale di Fausto Gilberti raccoglie una selezione di opere recenti dedicate alla produzione più attuale dell’artista bresciano, noto per il suo linguaggio essenziale, ironico e immediatamente riconoscibile.
Attraverso disegni prevalentemente in bianco e nero, Gilberti costruisce un universo visivo popolato da figure stilizzate, animali, paesaggi sospesi e immagini che mettono in relazione storia dell’arte, cultura pop e immaginario quotidiano. Le sue opere invitano il pubblico a osservare con attenzione, riconoscere citazioni e lasciarsi sorprendere da continui slittamenti di significato, in un equilibrio sottile tra ironia, poesia e inquietudine.
Nato a Brescia nel 1970, dove vive e lavora, Fausto Gilberti si è formato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Negli ultimi anni ha esposto in numerose istituzioni italiane e internazionali, tra cui il Moka Hyundai Museum di Seoul, l’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, l’Elgiz Museum di Istanbul, il Museo d’Arte Contemporanea di Valencia.. Parallelamente all’attività espositiva, ha sviluppato un importante percorso editoriale come autore di libri illustrati per bambini e ragazzi pubblicati da Corraini Edizioni.
Museo Civico P. A. Garda, Piazza Ottinetti, Ivrea
Orari: da martedì a domenica
9.00–13.00 / 15.00–18.00
Lunedì e festività chiuso
Bel cinque me mostre in corso al Forte di Bard, che si conferma un polo fondamentale per la cultura fotografica e artistica in generale.
Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano
Fino al 18/10/2026
Un nuovo ed inedito progetto fotografico al Forte di Bard. Mario Dondero. Inediti. L’archivio di un partigiano dell’umano è il titolo della mostra a cura di Claudio Composti che rivela, per la prima volta, un corpus di cento fotografie inedite tratte dall’archivio di Mario Dondero (Genova 1928 – Fermo 2015), grande fotoreporter e testimone civile del Novecento. Scatti mai pubblicati né esposti, riscoperti dal curatore durante una visita all’archivio due anni fa, restituiscono al pubblico uno sguardo radicale, antiretorico e profondamente umano che ha attraversato mezzo secolo di Storia.
Mario Dondero non è stato soltanto un fotoreporter: è stato un testimone che ha scelto da che parte stare. Partigiano giovanissimo in Val d’Ossola, poi cronista militante nella stampa politica italiana del dopoguerra e infine fotografo del mondo. Il suo sguardo nasceva da un amore profondo per l’essere umano: chi vive ai margini, chi attraversa la Storia senza scriverla, chi ne subisce le conseguenze più che governarne le forme. «Mi interesso a tutto quello che interviene nella nostra vita» diceva. Un operaio sudamericano o un rifugiato asiatico avevano per lui lo stesso peso di Sartre, Beckett, Giacometti o Pasolini, intellettuali e artisti amici che ritrasse con la stessa misura: nessuno mai in posa, il potere sempre disarmato, l’eroismo mai esibito.
L’archivio di Mario Dondero — conservato in larga parte dalla Fototeca Provinciale di Fermo ad Altidona — è un patrimonio vastissimo e ancora in parte inesplorato: centinaia di migliaia di immagini tra negativi in bianco e nero, diapositive e stampe professionali, accompagnate da oltre duecento quaderni di appunti. Tre le macro-sezioni tematiche: Memorie del presente, dedicata a manifestazioni e movimenti sociali collettivi; Sguardi politici, sui protagonisti della storia politica del Novecento; Verso il mondo, omaggio al quotidiano, ai gesti e alle vite degli ultimi, della gente semplice, incontrata in ogni angolo del pianeta. Un percorso che attraversa decenni e geografie ma rivela una linea coerente: la fotografia come scelta morale, come impossibilità di restare neutrali.
Davide Toffolo. Parola di Pasolini. Fumetti, disegni, collage
Fino al 08/11/2026
La mostra Davide Toffolo, Parola di Pasolini presenta tavole a fumetti, disegni e collage del graphic designer Davide Toffolo che accompagneranno il pubblico nel pensiero del celebre poeta e regista, attraverso la sua stessa voce. Ripercorrendo il percorso narrato nel romanzo a fumetti di Toffolo dal titolo “Pasolini”, pubblicato 25 anni fa, e oggi considerato un’opera fondamentale nella storia della graphic novel italiana, l’esposizione riflette su alcuni dei concetti espressi da Pier Paolo Pasolini con grande lucidità e profondità intellettuale.
Curata da Paola Bristot e Marco Minuz, la mostra accompagna il visitatore in un itinerario all’interno della genesi del volume e del suo immaginario. Saranno esposte nelle sale dell’Opera Mortai un centinaio di tavole originali, disegni, collage, fotografie, documenti e materiali legati all’opera e alla produzione pasoliniana, che restituiscono la natura stratificata e profondamente poetica del progetto artistico di Toffolo.
Toffolo costruisce un’opera che sfugge alla linearità biografica e a qualsiasi intento didascalico. Quello che emerge è piuttosto un itinerario nei luoghi, nelle parole e nelle ossessioni pasoliniane: poesia, cinema, politica, borghesia, corpo e memoria si intrecciano in una dimensione sospesa tra realtà e visione.
Nel corso del racconto il confine tra autore e personaggio si dissolve progressivamente, dando vita a un dialogo simbolico tra Pasolini e Toffolo, dove il fumetto diventa strumento filosofico, poetico e civile. La mostra intende così restituire tutta l’attualità e la forza del pensiero pasoliniano, mostrando come la sua parola continui ancora oggi a interrogare il presente.
Pastorale: l’omaggio di Barbara Tutino alla vita in alpeggio
Fino all’ 11/10/2026
La sala del Corpo di Guardia del Forte di Bard ospita Pastorale, il nuovo ciclo narrativo dell’artista valdostana Barbara Tutino. Al centro del progetto espositivo il racconto della vita rurale in quota, lo spazio vitale degli alpeggi, sospeso tra il limite dei boschi e le morene dei ghiacciai attraverso diciassette opere realizzate con materiali di recupero.
Pastorale racconta i cento giorni della monticazione – da fine giugno a fine settembre – che nel patois di Cogne si traducono nei concetti poetici di “veteja” e “deveteja”, la vestizione e la svestizione della montagna da parte delle mandrie. Con uno sguardo intimo e profondo, maturato in oltre mezzo secolo di attività e radicato nell’infanzia vissuta prima dell’avvento del turismo di massa, Barbara Tutino dedica questa produzione al lavoro dei “cit”, i pastorelli, e all’incanto del mondo che li circonda.
Fedele alla sua cifra stilistica, l’artista dipinge per cicli narrativi utilizzando supporti insoliti e materiali riciclati: legno, fenolico, cartone da imballaggio, carta vetrata, carta catramata, cartone ondulato, lamiera di zinco e ardesia. Queste superfici usurate e irregolari, che evocano la texture di pianeti lontani o di antiche mappe geografiche, diventano parte integrante del racconto, offrendo una base materica perfetta per dare corpo alla memoria e alla verticalità della montagna.
Una montagna di… pascoli. Concorso di arte grafica e visiva
Fino al 06/09/2026
Le Scuderie del Forte di Bard ospitano l’esposizione Una montagna di… Pascoli, risultato del secondo concorso internazionale di grafica e illustrazione promosso dal Forte di Bard, con il contributo tecnico dell’Alina Art Foundation e dell’Associazione culturale Inarttendu, nell’ambito del progetto TransiT – Transizione verso il Turismo Culturale Sostenibile.
L’edizione 2026 che quest’anno aveva per tema “Una montagna di… pascoli” celebrando così l’Anno Internazionale dei Pascoli dichiarato dall’Onu, ha registrato ben 381 candidati provenienti da 14 Paesi con candidature da Italia, Spagna, Germania, Francia, Bulgaria, Ucraina, Iran, Turchia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan, Cina, Finlandia e Messico. Hanno partecipato 29 Accademie d’arte, con partecipanti di età compresa tra i 18 e i 67 anni. L’esposizione raccoglie 43 opere finaliste suddivise nelle categorie Disegno tradizionale, Grafica digitale, Arti grafiche e Studenti.
Sebastiao Salgado; Ghiacciai 
Fino al 27 /09/2026
Continua l’imperdibile esposizione del grande Salgado sul mondo ghiacciato ancora fantastico ma attaccato dal cambiamento climatico.
Forte di Bard
Aperto tutti i giorni dal 27 luglio al 6 settembre:
feriali: 10.00 / 18.00
sabato, domenica e festivi: 10.00 / 19.00
Dal 1° al 31 agosto: aperto tutti i giorni con orario prolungato 10.00 / 19.00
Dal 7 settembre chiusura settimanale al lunedì.
F.C.