D’Istruzione Pubblica a Ivrea!

Martedì 7 aprile alle 20.30 al Cinema Politeama di Ivrea l’atteso terzo capitolo della trilogia sul neoliberismo “D’istruzione pubblica” (2026) alla presenza dei registi Federico Greco e Mirko Melchiorre. Il docufilm denuncia lo smantellamento e l’aziendalizzazione della scuola statale attraverso la storia del preside Lorenzo Varaldo a Torino.

Tra le numerose criticità che gravano sul nostro Paese, il declino della scuola pubblica è forse la meno evidente, ma è quella che colpisce alle radici il nostro futuro.

È da questa consapevolezza che muove “D’Istruzione Pubblica”, l’ultimo film di Federico Greco e Mirko Melchiorre, un’analisi lucida e ravvicinata dello stato in cui versano i nostri istituti scolastici.

“Il problema non sono solo i tagli all’edilizia o l’insufficienza dei salari: Il neoliberismo ha agito profondamente, imponendo la mercificazione del sapere e l’aziendalizzazione della cultura. Questa privatizzazione della conoscenza ha portato a una vera e propria devastazione del tessuto sociale.”

L’opera chiude la celebre trilogia sul neoliberismo firmata da Greco e Melchiorre, iniziata con “PIIGS” e proseguita con “C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando”, sulla sanità pubblica.

Nuovi Equilibri Sociali, Rifondazione Comunista Ivrea e il Partito Comunista di Unità Popolare vi invitano alla proiezione di questo intenso documentario, che sarà seguito da un momento di confronto e dibattito in presenza degli autori.

 

 

 

 

In arrivo nei cinema “D’istruzione pubblica”, il nuovo film di Federico Greco e Mirko Melchiorre, sul progressivo smantellamento dell’istruzione pubblica. Dagli edifici scolastici che cadono a pezzi alla precarietà dei docenti, dalle nuove norme di pedagogia alla scuola delle “competenze”, dalla digitalizzazione forzata ad una preparazione sempre minore degli studenti. Dagli stessi autori di “PIIGS”, sulle tragiche conseguenze dell’austerità nel welfare, e “C’era una volta in Italia – Giacarta sta arrivando”, sulla desertificazione della sanità pubblica, il film è il terzo capitolo della trilogia sul neoliberismo e continua ad indagare uno dei pilastri di ogni società civile e democratica, la scuola pubblica. 

“Il nostro lavoro voleva indagare non solo il tema dei tagli economici – racconta il regista Federico Greco – ma la mercificazione del sapere, l’aziendalizzazione della cultura, la privatizzazione della conoscenza che rappresentano la devastazione di una società. Dagli anni ’80 l’industria transnazionale si è interessata alla scuola e ha fatto scrivere ai vari governi delle riforme che hanno trasformato la scuola in una fucina di lavoratori acritici, di schiavi privi di pensiero critico. Questo è l’opposto di quello che dovrebbe essere la scuola. Abbiamo seguito il lavoro e le storie di due classi di una scuola di Torino che rappresenta però una rara isola felice. L’austerity e le riforme degli ultimi decenni purtroppo hanno messo in condizione i docenti ed i presidi di non avere più la possibilità di concentrarsi sulla didattica. Il film lascia comunque un afflato di speranza perché crediamo che la scuola sia probabilmente l’ultimo argine al paradigma neoliberista e che da lì si debba costruire la resistenza”. Il documentario unisce lo sguardo generale sulla questione con quello particolare, che studenti e docenti vivono ogni giorno. A cominciare dal caso di Lorenzo Varaldo, da anni dirigente scolastico dell’Istituto Sibilla Aleramo di Torino (che comprende elementari e medie): lui preferisce essere chiamato “preside”, o meglio “direttore didattico”. In questa scelta, apparentemente banale, c’è invece un’idea precisa ed estremamente consapevole di mondo e di lotta. La lotta per impedire la distruzione dell’istruzione pubblica, la sua “aziendalizzazione”, che Lorenzo vede attuarsi da ormai quarant’anni.

Una distruzione che viene da molto lontano, come spiegano docenti, filosofi ed esperti italiani e internazionali: dagli Stati Uniti di fine Ottocento, passando per l’Unione europea degli anni ’90 e infine dalle riforme della scuola in Italia a partire da quella dell’autonomia di Bassanini (1997) e Berlinguer (2000).  Le voci del film illustrano come le conseguenze di questo passaggio alle nuove norme pedagogiste puerocentriche, della scuola delle competenze e non più delle conoscenze, siano chiare: gli insegnanti sono sempre più precari e dunque anche meno autorevoli; le strutture scolastiche, quando non fatiscenti, hanno continui problemi nelle aule e nelle risorse; le famiglie sono chiamate a scegliere tra prodotti e “offerte formative”, come clienti in un mercato; i livelli di insegnamento e apprendimento sono abbassati, i ragazzi sono sempre meno preparati.

Come fotografano gli studi OCSE: “il rendimento medio nei Paesi OCSE è sceso negli ultimi anni di 15 punti in matematica e di 10 punti in lettura. Ciò equivale all’incirca a mezzo anno scolastico in lettura e a tre quarti di anno scolastico in matematica”. E come il sistema scolastico di oggi metta così in dubbio i principi espressi nella Costituzione del diritto allo studio – per tutti i capaci e meritevoli, “anche se privi di mezzi” – e dei compiti dello Stato – “di rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale che limitino la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”. Nella scuola di cui il protagonista Lorenzo è dirigente, si tenta di ovviare a questa deriva, una scuola – non a caso – ai primi livelli di istruzione.

Prodotto da StudioZabalik con Antropica, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, in collaborazione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, nel film è presente la canzone “Another brick in the wall”,  per concessione di Roger Waters, eseguita dai Pink’s One. (Fabrizio Rostelli/alanews)