Gaza. Dove resiste la vita

Al Liceo Gramsci di Ivrea la mostra fotografica di Fadi A. Thabet

In esposizione dal 6 al 30 marzo nell’atrio dell’istituto eporediese, dove è giunta grazie alla rete delle Scuole per la pace di Torino e provincia di cui il Liceo Gramsci fa parte, la mostra raccoglie 30 immagini scattate Fadi A. Thabet, fotografo palestinese di Gaza, testimone diretto del dramma del suo popolo sotto assedio.
Attivo dal 2017, Fadi A. Thabet ha esposto le sue fotografie in diverse occasioni e luoghi: on line e all’aperto, a Gaza e all’estero, dal Musée Magazine di New York alla Community Services di Los Angeles, ricevendo diversi premi e riconoscimenti.
Ha collaborato con varie ONG tra cui UNICEF, Medical aid for Palestinians e Medici Senza Frontiere, fornendo anche video e brevi documentari per campagne di informazione internazionali. Elementi costanti e ricorrenti dello sguardo dell’artista sono l’infanzia in condizioni di conflitto e la vita quotidiana sotto assedio, ma anche la cultura palestinese e le azioni di micro resistenza per preservare memoria e identità.
A Gaza le bombe hanno distrutto ogni cosa: case, quartieri, ospedali, scuole e luoghi di
culto. Eppure l’occhio di Fadi A. Thabet non indugia sui detriti e la polvere, ma su ciò che ostinatamente si sottrae all’annientamento.
Non mette in mostra sangue e morte, ma illumina sguardi e gesti che il mondo di solito ignora. Non intende provocare pietismo e pena, ma suscitare rispetto e partecipazione. Visitare la mostra implica compiere un percorso ben preciso.
L’ingresso accoglie il visitatore nel silenzio delle macerie, provocate dalla violenza armata dopo il fallimento di ogni tentativo di dialogo, un silenzio carico di storie personali interrotte, che invitano però ad andare oltre, nella ricerca di ciò che è sopravvissuto.
Nella seconda sezione la mostra si concentra sul tema della fame e gli scatti indugiano sulla ricerca disperata di cibo, la coda ai forni, le tante mani tese che documentano la privazione come arma di guerra.
Il percorso offre poi momenti di sorprendente tenacia: scene di vita quotidiana che continua a scorrere nonostante tutto, volti di vecchi e bambini, del passato e del futuro uniti nel desiderio di giustizia.
Infine il percorso si chiude con un’immagine che simbolicamente invita a dare sostegno, forza e voce a Gaza, là dove la vita resiste.

Bruna Mino