Fino all’8 maggio al Liceo Gramsci la mostra curata dall’Istituto per la Storia della Resistenza di Varallo e proposta dall’ANPI di Ivrea
E’ particolarmente stimolante l’iniziativa dell’Anpi di Ivrea di introdurre da alcuni anni le celebrazioni del 25 aprile con la voce della poesia, che è sì letteratura ma soprattutto un’arte che quando non è retorica smuove sentimenti veri.
Quest’anno, nell’atrio del Liceo Gramsci, è esposta la mostra dedicata al Dante Strona, considerato forse il più completo poeta della Resistenza, partigiano con il nome di Dumas nelle valli del biellese e novarese con la XII divisione Garibaldi e dopo la guerra importante dirigente sindacale.
Molte le liriche dedicate all’uccisione di giovani partigiani, alle rappresaglie naziste, alle fucilazioni e anche Ivrea, dove Strona aveva effettuato il servizio militare alla Val Calcino, è presente in alcune di esse. 
Immancabile, amica, é la presenza della natura e delle campagna e colline teatro di sanguinose battaglie: frasche e torrenti, erbe e fiori, gramigna e baraggia, i partigiani conoscono i prati e combattono per loro. Anche il loro sacrificio si rivaluta nel gran ciclo della vita:
“Non siate ingiusti e severi
allora
tacemmo parole:
come il seme nella terra
si doveva morire.”
Molto toccanti, quasi cinematografiche, le ricostruzioni dirette di eccidi come quello di Biella del giugno 1944 (Piazza Martiri) o, sempre a Biella, del dicembre 1943 (Piazza San Cassiano):
“Quel giorno sentivo i miei passi
nella città morta
li sentivo nel silenzio delle strade
sotto i portici colmi d’ombra
…
e nessuno mi fermò
come uno scherzo del destino.
Resti la mia testimonianza.
…
Dopo lo strazio però la poesia intravede già uno sbocco, una luce:
Quel giorno era morta la città
anche la mia giovinezza
moriva:
nei boschi di prealpe
tra i ricci di castagni
si accendevano
i primi fuochi di bivacco.”
La mostra si compone di 45 pannelli con le poesie di Dante Strona, molte delle quali corredati da esaurienti didascalie e dalle fotografie appositamente scattate da Giuliana Airoldi, originaria della Valsesia.
l’Istituto per la storia della Resistenza ha tre anni fa pubblicato il libretto “Per conoscere Dante Strona” ma è un vero peccato che le altre raccolte pubblicate dall’Istituto, come Una stagione nel tempo, del 1979, siano ormai fuori catalogo e immeritatamente non più reperibili.
Comunque che sia una scuola ad ospitare le poesie di “Dumas” lo avrebbe certo fatto felice, come recita questa sua poesia:
Altro non chiedo
Quando sarà il momento
ponetemi sul cuore
il fazzoletto rosso
garibaldino,
e sulla pietra scrivete
il nome di battaglia.
Altro non chiedo.
Mi sorride il pensiero
che un giorno resti,
tra le mani d’un ragazzo,
una mia poesia.
Ora devo concedermi una nota personale. Una poesia in particolare, tra quelle in mostra, mi tocca particolarmente perché centrata su luoghi e una persona che ben conoscevo.
Il luogo è Montalbano, vicino a Boca (NO), durante la Resistenza sede del comando partigiano e in seguito luogo di memorabili ritrovi di ex partigiani cui mia nonna e mia madre portavano anche noi bambini.
La persona è mia zia Adriana, che, molto giovane, collaborava come “Soreghina” con il mitico comandante Cino Moscatelli.
La ricordo con questa foto che la ritrae (prima a sinistra) con mia madre (“Macchietta”), una amica e tre ex prigionieri australiani prima di accompagnarli verso la Svizzera.
La mostra Dante Strona, poeta e partigiano sarà aperta presso il Liceo Gramsci di Ivrea dal 17 aprile all’ 8 maggio, orario 9-16 dal lunedì al venerdì.
Francesco Curzio