Intervista a Tuly Flint

Intervista a Tuly Flint da TG3 Mondo

«Ho pazienti che hanno eseguito l’ordine di demolire interi ospedali, sapendo che all’interno si trovavano ancora pazienti e operatori medici e quando questi soldati vengono da me non si reggono più in piedi, non si sentono più esseri umani; percepiscono di essere corrotti dentro e questo è il vero problema perché qualcosa nella loro anima è ormai perduto.
Il mostro è uscito dalla gabbia. Ogni guerra è violenta, ma ciò che sta avvenendo a Gaza, il numero dei bambini innocenti uccisi … Questi sono tutti crimini di guerra. Questo è genocidio.
La stragrande maggioranza di chi torna da Gaza soffre di ciò che noi psicologi chiamiamo “la ferita morale”. Accade quando la persona è consapevole di aver commesso azioni inaccettabili e indicibili; come aver sparato a delle persone soltanto perché avevano superato una linea. E loro sono devastati dalla consapevolezza di aver ucciso deliberatamente civili disarmati, innocenti, migliaia di persone in fila affamate e assetate. Alcuni di loro erano nelle unità che hanno sparato ai bambini.
Quando vengono qui ti guardano negli occhi e poi ti dicono: “Sono un criminale e non riesco più ad abbracciare i miei figli perché ho ucciso e perché sono stato parte di tutto questo”. Serviranno anni per imparare ciò che hanno fatto alla loro anima.
Lo stesso Ministero della Difesa ammette che più di 50.000 soldati soffrono di disturbi da stress post traumatico. Eppure il governo israeliano nega tutto e difende il suo esercito come il più morale al mondo. E’ una strategia destinata a fallire. La verità deve uscire e solo la verità può aiutarci a riparare le cose. Voi in Italia sapete molto di più di ciò che sta avvenendo a Gaza di quanto lo sappiano gli israeliani. Viviamo in una bolla. Quel che dovremmo fare invece è guardarci allo specchio e ammettere che stiamo sbagliando».