Sanità nell’ASL TO4, riapre Castellamonte, ma Ivrea resta al palo: la denuncia del Nursind
Lunedì riparte il servizio di Dialisi a Castellamonte, mentre la sede di Ivrea è chiusa da sette mesi con il cantiere mai avviato. Il sindacato attacca la Direzione Generale e la politica: «Gestione fatta di silenzi e decisioni calate dall’alto».
Torna in funzione da lunedì la Dialisi dell’ospedale di Castellamonte, ma l’annuncio non arriva da canali ufficiali. A renderlo noto è il sindacato degli infermieri Nursind, che esprime forte preoccupazione sia per le modalità di comunicazione sia per la permanente paralisi del reparto di Dialisi a Ivrea.
Riapertura a Castellamonte e sacrifici del personale
Nonostante il ritorno all’operatività del presidio di Castellamonte, il Nursind sottolinea come le Organizzazioni Sindacali non abbiano ricevuto alcuna comunicazione formale, apprendendo la notizia direttamente da pazienti, operatori e dagli organi di stampa.
Resta tuttavia il riconoscimento per lo sforzo sostenuto dal personale sanitario durante questo periodo di sospensione del servizio: un blocco che ha costretto gli operatori a turni straordinari prolungati fino alle 23 e a frequenti spostamenti tra i presidi di Ivrea, Caluso e Ciriè pur di garantire l’assistenza.
Ivrea al buio: cantiere mai partito e locali inadeguati
Se Castellamonte riparte, su Ivrea continua a gravare un pesante punto interrogativo. Il reparto risulta chiuso da sette mesi, con il personale trasferito lo scorso marzo. Del cantiere da 3,6 milioni di euro, a suo tempo annunciato, non c’è ancora traccia e restano ignoti i motivi del blocco.
Giuseppe Summa (Segreteria Territoriale Nursind Torino) e Antonio De Feo (Dirigente Sindacale Nursind ASL TO4) rimarcano l’inadeguatezza della struttura attuale: «Così come è collocata oggi al quarto piano, la dialisi di Ivrea non può più stare. Gli spazi sono ristretti, inadeguati, e gli impianti provvisori non possono garantire una dialisi definitiva. Già con la precedente Direzione Generale avevamo proposto soluzioni alternative concrete all’interno dell’ospedale di Ivrea, ma non siamo mai stati ascoltati».
I dubbi sul futuro e le critiche alla gestione
A riprova dei dubbi sul futuro della sanità locale, entro il 2027 è previsto il rifacimento dell’impianto di osmosi a Castellamonte. Un investimento considerato necessario dal sindacato, ma che solleva un interrogativo strategico: si sta pensando di abbandonare definitivamente il presidio di Ivrea in attesa del nuovo ospedale?
Resta infine duro l’attacco sul fronte delle relazioni sindacali nei confronti della Direzione Generale e dell’Assessore regionale Federico Riboldi: «Non è chiaro se si tratti di pura incapacità di gestione delle relazioni sindacali o di una precisa volontà politica di scavalcare le rappresentanze. In entrambi i casi, il risultato è un grave attacco alle corrette relazioni. Ci dispiace per questa Direzione Generale se i sindacati esistono, ma dovrà farsene una ragione: non faremo passare sotto silenzio questo modo di procedere».