Botta e risposta tra Comunità ebraica e Anpi di Ivrea
La lettera della Comunità ebraica:
Buonasera,
gli attivisti della “Flotilla”, prima bloccati in mare aperto e poi portati in Israele in attesa di rimpatrio, hanno subito un’inutile umiliazione da parte del ministro israeliano della sicurezza Ben Gvir. La notizia è stata ripresa con sdegno da tutti i “media”, causando unanime condanna per questa vessazione dettata da arroganza e cinismo.
Gli ebrei italiani, che seguono con ansia le vicende del Medio Oriente, sono sempre più preoccupati del deterioramento dell’immagine pubblica di Israele, spesso portata avanti con evidenti sbilanciamenti che dimenticano le ragioni del Paese nell’opporsi ai suoi potenti nemici. Ma ora il comportamento di un membro del governo di Netanyahu è apparso anche a noi vergognoso e inescusabile.
L’organo rappresentativo delle istituzioni laiche italiane, l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) ha rilasciato già mercoledì sera il comunicato che vi inoltro in allegato.
La Comunità ebraica di Torino e la sua sezione di Ivrea condividono il contenuto della nota UCEI, e come tanti ebrei sensibili ai diritti umani ci adoperiamo per far sapere ad amici e parenti in Israele dello sdegno provocato dai suddetti comportamenti.
Certo che comprenderete il significato di questa posizione, vi prego di prenderne nota e farla conoscere.
Un cordiale saluto, Comunità ebraica di Torino – Delegato sezione di Ivrea
Comunità ebraica di Torino UCEI – delegata Livia Ottolenghi:
Inaccettabile e grave
l’UCEI respinge nettamente le azioni del ministro Ben Gvir in questa circostanza ‘Inaccettabile e grave’.
Questo il commento della presidente dell’UCEI, Livia Ottolenghi, alle immagini diffuse dal ministro Itamar Ben Gvir sul trattamento riservato agli attivisti della Flotilla detenuti in Israele, tra cui anche cittadini italiani. Un trattamento già condannato dal governo italiano, dallo stesso premier israeliano Benyamin Netanyahu e dal ministro degli Esteri Gideon Saar.
L’UCEI, che condivide tali critiche, ha più volte sottolineato come la strumentalizzazione delle azioni della Flotilla ne abbia snaturato la missione umanitaria. Tuttavia, quanto accaduto oggi non giustifica in alcun modo le modalità con cui è stata contrastata la Flotilla. Per questo l’UCEI respinge nettamente le azioni del ministro Ben Gvir in questa circostanza: azioni che danneggiano Israele e le sue legittime ragioni.
La risposta di Mario Beiletti dell’Anpi Ivrea e Basso Canavese:
Prendiamo nota del Comunicato dell’UCEI sulle azioni del ministro Ben Gvir riferite alla Flotilla.
Tuttavia, quando si afferma nel comunicato che le azioni del ministro danneggiano Israele e le sue legittime ragioni, si dimentica che tali azioni non sono che l’ultimo anello di azioni ben più gravi condotte contro i Palestinesi dal governo israeliano, a partire dal sanguinoso genocidio che ha visto più di 80 mila vittime (fra cui 50 mila bambini morti o feriti) sotto l’alibi di combattere Hamas, e l’occupazione delle terre palestinesi da parte dei coloni fiancheggiati dall’esercito, con continue vessazioni.
E’ per tali motivi che si è mossa la Flotilla, la quale non sta strumentalizzando nulla, se non portare alla pubblica opinione il comportamento israeliano.
Perché è proprio tale vergognoso comportamento a suscitare unanime riprovazione, e dispiace che anche da parte dell’UCEI non si spenda una sola parola di umana pietà per le vittime palestinesi.
Non tocca certo a noi illustrare i motivi storici che hanno portato all’odierna situazione di odi reciproci, aggravata dalla posizione messianica assunta dall’attuale governo israeliano, che intende estendere le proprie terre a danno dei Palestinesi i quali, a detta di alcuni suoi ministri, dovrebbero essere tutti eliminati.
La soluzione di uno Stato palestinese resta invece ancora l’unica opzione valida, laddove si avesse la reale volontà di risolvere la questione.
