Sabato 31 gennaio il presidio per la Pace si sposta a Bellavista

Il Presidio per la Pace sabato 31 gennaio si sposta a Bellavista per unire in un unico abbraccio di fratellanza il centro cittadino con i quartieri periferici. Nelle prossime settimane toccherà anche altri quartieri cittadini.

L’esigenza di cambiare piazza non è nuova per il Presidio, è già accaduto più volte in occasione di presidi “speciali” come quello del 26 settembre sul Lungo Dora in occasione della giornata internazionale per l’abolizione totale delle armi atomiche che ha visto uniti il presidio, l’amministrazione comunale e i giovani del Canoa Club di Ivrea che hanno pagaiato con la bandiera della Pace sulle loro canoe.  Con la presenza sabato 31 dalle 11 alle 12 a Bellavista, in piazza Primo Maggio, il Presidio si vuole aprire, vuole allargarsi, ascoltare nuove voci, portare testimonianze, denunce, pensieri di pace, a favore del disarmo, perché le risorse del paese vadano allo stato sociale e non per riempire gli arsenali.

Dalle parole di Pierangelo Monti, già presidente Mir (Movimento per la riconciliazione), per il presidio numero 200 a fine anno scorso.

Finisce l’anno 2025 senza pace, senza quella pace che abbiamo chiesto in 200 presidi in piazza. Essere arrivati a fare 200 presidi non è un traguardo ambito, è invece la modesta, umile constatazione della debolezza della voce del popolo della pace, di fronte alla potenza dei governanti e del complesso militare industriale che mira al proprio arricchimento e alimenta con le armi i 59 conflitti nel mondo. Ma certo 200 presidi sono anche frutto e prova di perseveranza e della convinzione che la pace richiede l’impegno di tutti/e e di ciascuno/a.

Ed Enrico Peyretti del presidio torinese, chiamato “Presenza di Pace, nella stessa settimana dice: “La nostra protesta è “presenza” di volontà e cultura di vita, sviluppata nei valori umani. E se una potenza è offensiva noi vogliamo costruire il dialogo tra i popoli, tra le culture, che si riconoscono attraverso le differenze, nel diritto e nell’interesse vitale di vivere insieme. Qui siamo semplici cittadini di fronte a un compito immenso, ma crediamo che valga l’impegno di pensiero, di volontà, di organizzazione e di politica, che è la pace, atto di riconoscimento e condivisione.

Con questo spirito il Presidio va avanti, come testimonianza, come luogo di confronto, di denuncia, approfondimento ma anche come nucleo propositivo di iniziative di sostegno per popoli oppressi, come quello Palestinese con le tante iniziative a favore della città gemella di Beit Ummar in Cisgiordania.

Appuntamento quindi sabato 31 gennaio alle 11 in piazza Primo Maggio a Bellavista, come sempre il microfono è aperto per chi vuole intervenire con il proprio contributo.