Il lager a due passi da casa

Quando

3 Luglio 2026    
17:00

Tipologia evento

Mostra a Nomaglio

Il lager a due passi da casa

Inaugurazione venerdì 3 luglio 2026, ore 17, Salone dell’Ecomuseo, via Teitale 1.

Contro l’oblio – per la memoria. La storia di Guido Busca

Questa mostra conduce nel cuore degli abissi del nazionalsocialismo – e al contempo verso ciò che deve opporsi ad esso: la memoria. Nei campi di concentramento le persone venivano private dei propri diritti, umiliate, ridotte a numeri. I loro nomi, i loro volti, le loro storie dovevano essere cancellati.
Il progetto “Tracce dimenticate” riporta alla luce la storia di Guido Busca: nato in Italia nel 1904, membro della Resistenza francese, deportato e morto nel 1944 nel campo satellite di Neckargerach. Il suo destino è emblematico di quello di innumerevoli altre persone cadute vittime del terrore nazista.

Curata dai due insegnanti della scuola media di Eberbach, Christina Frischholz e Martin Kohler, questa mostra è il risultato di una ricerca durata diversi anni. Gli studenti hanno effettuato ricerche negli archivi, hanno intervistato testimoni dell’epoca e i loro familiari, hanno analizzato documenti e si sono recati nei luoghi chiave della sua vita – dalla Germania alla Francia fino all’Italia.

Passo dopo passo hanno ricostruito la sua biografia, che rischiava di andare perduta. Questa mostra è più di un semplice progetto storico: è espressione di una responsabilità condivisa e dimostra che la memoria richiede un impegno attivo. I giovani possono mantenere viva la storia. È così che nasce una cultura della memoria vissuta, intesa come segno comune europeo contro l’oblio, a favore dell’umanità e della dignità inviolabile di ogni singolo individuo.

Alla ricerca delle tracce nei luoghi del terrore nazista
Anche la seconda parte della mostra è dedicata alla ricerca delle tracce. Al centro dell’attenzione vi sono il censimento e la documentazione dei reperti materiali che si sono conservati fino ad oggi negli ex luoghi del terrore nazista.
In un progetto realizzato tra il 2018 e il 2024, l’Ufficio regionale per la conservazione dei monumenti del Baden-Württemberg ha effettuato sopralluoghi nei siti degli ex campi di concentramento, ma anche nei luoghi in cui i prigionieri erano sottoposti a lavori forzati e sfruttamento fisico. In questo modo è stato possibile individuare numerose tracce in grado di fornire un’idea dell’aspetto e delle dimensioni dei campi, nonché del loro inserimento nelle strutture di sfruttamento della produzione bellica nazista. Si tratta di edifici o loro resti, di reperti di impianti industriali e infrastrutturali, ma anche di fondamenta di baracche e oggetti sopravvissuti nel terreno degli ex siti dei campi e portati alla luce durante gli scavi archeologici. Alcuni di questi oggetti sono esposti nella mostra.
Tutte queste tracce conservate in loco testimoniano i crimini del nazionalsocialismo e mettono in evidenza ciò che in Germania, dopo la guerra, è stato a lungo taciuto o negato. La loro iscrizione nella mappa pubblica dei monumenti culturali dimostra che il terrore nazista aveva gettato una fitta rete anche sul Baden-Württemberg. Con circa 50 siti, il sistema dei campi di concentramento era anche qui un fenomeno che non si svolgeva né in luoghi lontani né nell’ombra, ma letteralmente “a due passi da casa”. Dietro le recinzioni di filo spinato trasparente di questi campi, migliaia di persone hanno subito un destino simile a quello di Guido Busca.

La Mostra proseguirà poi per la Francia, per tornare infine a Eberbach, quasi a ripercorrere il cammino di Guido Busca.

Saranno presenti all’inaugurazione i professori e gli studenti che hanno realizzato la Mostra, i rappresentanti dell’Ufficio regionale tedesco per la conservazione dei monumenti, il Presidente dell’Anpi provinciale di Torino Nino Boeti e l’Anpi di Ivrea e Basso Canavese.

La mostra resterà aperta fino al 31 agosto