PRC di Ivrea: «L’unica sicurezza è un mondo libero dalle armi nucleari»

In occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione Totale delle Armi Nucleari, promossa dalle Nazioni Unite per il 26 settembre, il Circolo di Rifondazione Comunista di Ivrea riafferma la propria adesione e il proprio sostegno al Presidio per la Pace.

Da oltre quattro anni presente sul territorio, il gruppo parteciperà al 239° Presidio per la Pace, che si terrà straordinariamente sabato 26 settembre dalle ore 11:00 alle 12:00 in via Dora Baltea a Ivrea.

Un contesto globale di escalation e riarmo

In una fase storica segnata dal drammatico aggravarsi dei conflitti internazionali, dalla corsa alle armi e dal ritorno di una pericolosa retorica di escalation militare, il rischio di un olocausto nucleare torna a farsi concreto. Secondo il Circolo di Ivrea del PRC, la risposta a questo scenario non può essere l’aumento dei budget militari né l’accettazione della logica della deterrenza.

Le richieste al Governo e alle Istituzioni

Insieme alle forze di pace locali e nazionali, Rifondazione Comunista avanza precise richieste:

  • Ratifica del TPAN: L’immediata adesione dell’Italia al Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari dell’ONU.
  • Rimozione delle testate atomiche: L’allontanamento di tutte le armi nucleari statunitensi e NATO presenti sul suolo italiano (a partire dalle basi di Ghedi e Aviano) per evitare che il Paese resti un bersaglio strategico nelle logiche belliche.
  • Taglio alla spesa militare e stop al riarmo: L’indirizzamento delle risorse pubbliche verso la sanità, l’istruzione, la tutela del territorio e la transizione ecologica. In tale ambito si inserisce il sostegno all’appello europeo “Stop Rearm Europe”, promosso anche da Rifondazione Comunista, per dire «NO» alla militarizzazione dell’UE e privilegiare il welfare al warfare.
  • Stop alle relazioni militari con Israele: La cessazione dell’invio di armi e la cancellazione immediata del Memorandum di cooperazione militare Italia-Israele.
No al nucleare: sia militare che civile

Nel comunicato si evidenzia inoltre come il disarmo atomico debba procedere di pari passo con la rinuncia al nucleare civile. Per il Circolo eporediese, sia la minaccia bellica sia i rischi connessi alle centrali e alla gestione delle scorie confermano l’insostenibilità della tecnologia atomica, su cui la popolazione italiana si è già espressa nei referendum del 1987 e del 2011.

L’appello alla cittadinanza

Il Circolo PRC di Ivrea invita cittadine, cittadini, associazioni e forze politiche del Canavese a unirsi al presidio di sabato 26 settembre in via Dora Baltea per far sentire una voce unita a favore del graduale percorso verso il disarmo partendo dalla ratifica del trattato di messa al bando delle armi atomiche.