Mediattivismo e informazione dal Basso: l’incontro del 9 giugno allo Zac! di Ivrea

Cosa significa fare informazione nella Società dello spettacolo dove la manipolazione del linguaggio è diventata una vera e propria forma di governo? L’informazione dal basso ha ancora la forza di contrastare la disinformazione permanente?

E’ disponibile a questo link la registrazione dell’incontro dello scorso 9 giugno 2026 presso lo Zac! di Ivrea dedicato al mediattivismo.
L’analisi è partita dagli anni ’70 ed è arrivata ai giorni nostri, mettendo in luce quanto il controllo delle parole modelli la nostra percezione della realtà. Emblematica è la battaglia culturale e di linguaggio portata avanti dai movimenti nell’ultimo anno per riportare le parole al loro vero significato, come per il termine “genocidio”; in riferimento al massacro del popolo palestinese da parte di Israele.
L’introduzione si è concentrata sulla necessità di portare avanti questo lavoro di
riappropriazione della verità inquadrandola nel rapporto costante con l’uso dei media che attraversano la storia dell’attivismo contemporaneo.
Rispetto alla realtà eporediese è stato importante il racconto di Francesco che si è
concentrato sulla nascita di Radio Rosse Torri nel ’77, raccontando poi dell’evoluzione, prima cartacea e poi digitale del giornale Varieventuali, con una riflessione aperta sul necessario ricambio generazionale.
Abbiamo poi spostato il focus sul podcast e sul lavoro che, con M. Alessandra Filippi e con le Local March for Gaza, stiamo facendo per contrastare gli scivolamenti di significato delle parole. L’intervento di Alessandra si è concentrato sulla deriva dei media tradizionali, diventati spesso organo di propaganda e Hasbara, evidenziando come la situazione italiana sia decisamente più grave rispetto ad altri panorami informativi esteri.
Tony e Daniela della casa editrice Multimage e redattori di Pressenza hanno presentato il libro Moltitudini Ribelli, spiegando la pratica del partenariato con i movimenti sociali e la scelta netta di fare un’informazione di parte, conflittuale e rigorosamente nonviolenta.
Vi è stato spazio anche per la testimonianza di Nicoletta, che ha portato la voce e l’esperienza delle Mamme per il Dissenso, raccontando la resistenza quotidiana, la costruzione di reti di solidarietà e l’opposizione frontale alle logiche securitarie e repressive che colpiscono i giovani e i movimenti.
L’incontro si è chiuso con l’importante riflessione sollevata da Norberto Patrignani sul ruolo pervasivo di Big Tech: un monito cruciale sull’uso dei dati, sugli algoritmi proprietari che controllano il flusso delle notizie e sul rischio di delegare la nostra comunicazione a infrastrutture private che soffocano il mediattivismo.
Sarà il tema del prossimo incontro

Ettore Macchieraldo