In mancanza di nuovi argomenti la ex assessora Casali torna alla carica sulla questione sicurezza ma la ricetta è sempre la stessa
PETIZIONE DI INIZIATIVA POPOLARE
“il Comitato Spontaneo di Quartiere Porta Torino – Corso Nigra, unitamente ai sottoscritti firmatari, presenta la seguente petizione, confidando che possa ricevere l’adeguata considerazione.
Tali richieste nascono in risposta a una situazione di diffusa e sistematica illegalità concentrata, da almeno un anno a questa parte, nei pressi della stazione ferroviaria di Ivrea e in tutta l’area di Porta Torino e Corso Nigra.
Alla luce dei fatti di cronaca ben noti e di quelli vissuti quotidianamente da residenti e non solo, la presente petizione si pone l’obiettivo di formulare proposte concrete per affrontare una situazione di invivibilità ormai non più sopportabile.
Nello specifico, si chiede:
installazione di impianti di videosorveglianza nella aree che presentano maggiori criticità;
maggiore attenzione e implementazione dell’illuminazione pubblica, con particolare riferimento alle aree verdi di Corso Nigra, dove la vegetazione contribuisce alla creazione di zone d’ombra non visibili dalla strada, nelle quali prosperano le attività di spaccio;
rifunzionalizzazione dell’illuminazione pubblica, nei tratti in cui i lampioni, con punti luce troppo alti, non illuminano le aree pedonali e favorendo fenomeni illeciti;
ricollocamento (o eventuale rimozione) delle panchine nelle predette aree verdi, dal momento che vengono quasi sempre esclusivamente occupate da spacciatori e facinorosi, che ne fanno il proprio ufficio all’aria aperta;
presidio costante delle Forze dell’Ordine, formulando formale richiesta alla Prefettura di Torino volta alla proroga della zona rossa e all’incremento di misure che possano effettivamente contrastare i fenomeni di cui alle premesse, come, ad esempio, il nucleo cinofilo della Polizia Locale contro lo spaccio.”
Questo il testo della petizione presentata dal neonato Comitato spontaneo presieduto dalla ex assessora Casali che si ripresenta così alla politica eporediese con l’abusata parola d’ordine della “sicurezza”. 
Dunque apprendiamo che si è costituito un Comitato spontaneo, che non si sa di quante persone sia composto ma che si propone di lanciare una petizione popolare per la sicurezza urbana, petizione che nel frattempo è già stata inviata al Comune.
Il problema, come è noto, non riguarda solo Ivrea ma è purtroppo una costante in tantissime aree del nostro Paese, Canavese compreso. La bacchetta magica purtroppo non ce l’ha nessuno anche perché le cause sono molteplici e non risolvibili con risposte semplici. Aumenta lo spaccio ma evidentemente aumenta il consumo (di noi eporediesi), ci sono pochi interventi delle Forze dell’ordine ma le stesse si lamentano dei tagli agli organici, le persone arrestate non vengono trattenute in carcere ma le carceri sono sovraffollate in maniera cronica visto anche che i reati sono continuamente aumentati dal Governo, il disagio dei giovani esplode in maniera violenta e nessuno può dire di averne capito veramente il motivo.
Detto questo è giusto cercare di trovare alcune soluzioni, anche parziali, per arginare la questione ma quelle proposte sono ben poca cosa. Più luce, più polizia, più telecamere. Quando sento suggerire però di illuminare le zone d’ombra in corso Nigra date dal verde o proporre di eliminare le panchine perché sede di traffici il mio ricordo va alle sale d’aspetto delle stazioni (ve le ricordate? Ora spesso sono centri commerciali) dove a un certo punto sono sparite le panchine visto che qualche disgraziato ne approfittava per dormirci o alla iniziativa del 1997 del sindaco Gentilini a Treviso, primo orgoglioso demolitore di panchine.
Il risultato sarebbe che d’ora in poi staremo tutti in piedi, ordinati però, e al sole.
Francesco Curzio