Raddoppio dei binari nelle tratte economicamente sostenibili e Ivrea nel Servizio Ferroviario Metropolitano di Torino

Le proposte dell’Associazione Utenti Ferrovia Chivasso-Ivrea-Aosta per un servizio di trasporto pubblico decente presentate in un incontro pubblico con la partecipazione di amministratori di Regione Valle d’Aosta, Città Metropolitana di Torino, Ivrea e altri Comuni del territorio

Puntare ai raddoppi che producono il maggior miglioramento al servizio al minor costo senza puntare necessariamente al maggior numero possibile di chilometri raddoppiati. È questa la filosofia di fondo contenuta nella proposta che l’Associazione Utenti Ferrovia Chivasso–Ivrea–Aosta (AUF) ha presentato venerdì 2 ottobre alle Officine H d’Ivrea.
La proposta nasce come contributo alla discussione avviata nel settembre dello scorso anno in una conferenza stampa svoltasi nel Municipio di Ivrea, quando RFI presentò una prima elaborazione di indirizzi e proposte scaturite a seguito del Protocollo di Intesa per la definizione degli scenari di sviluppo della tratta. In quell’occasione RFI illustrò tre scenari:

  • raddoppio da Chivasso a Caluso e da Ivrea a Borgofranco
  • raddoppio da Caluso a Mercenasco, da Ivrea a Settimo/Tavagnasco e da Hone/Bard a Verres
  • raddoppio da Chivasso a Caluso, da Ivrea a Settimo/Tavagnasco e da Hone/Bard a Verres (quest’ultimo punto consiste sostanzialmente in una integrazione dei due scenari precedenti)

A queste ipotesi l’AUF propone che uno dei tre scenari alternativi da avanzare al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti preveda il raddoppio nella tratta Chivasso-Ivrea tra Chivasso e Caluso e tra Strambino e Ivrea. «Il principio alla base del nostro ragionamento» spiega Mirko Franceschinis, presidente dell’AUF «è privilegiare il rapporto tra i chilometri raddoppiati e il costo dell’intervento, in modo che non si corra il rischio di una insostenibilità economica che vanifichi ogni possibilità di accoglimento di finanziamento. Il privilegio della tratta piemontese non esclude affatto i raddoppi anche nella tratta a nord di Ivrea, per i quali siamo assolutamente favorevoli, ma riteniamo che essi debbano essere progettati e realizzati successivamente a quelli nella tratta Chivasso Ivrea, nella quale è più intenso il traffico». Per la tratta a nord d’Ivrea la proposta vedrebbe invece il raddoppio tra Hone/Bard e Verres e tra Quart e Aosta.
Nel merito, la proposta dell’AUF avrebbe il vantaggio di raddoppiare il 70% dei chilometri tra Chivasso e Ivrea (le proposte di RFI non superano in nessun caso il 50%), ma senza impattare considerevolmente sui costi: «nelle tratte individuate tra Chivasso e Ivrea non ci sono opere d’arte, cioè gallerie o ponti interessati da lavori, visto che il ponte sul torrente Chiusella, tra Strambino e Ivrea, quando venne ricostruito dopo l’alluvione del 2000, fu realizzato in modo da ospitare il raddoppio dei binari» spiega infatti Franceschinis.

Il tema del miglioramento del servizio ferroviario passa anche attraverso l’inserimento di Ivrea nel Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) di Torino, in particolar modo l’SFM8 che ad oggi arriva fino a Lingotto e Settimo Torinese e che potrebbe essere facilmente prolungato fino a Ivrea senza comportare un aggravio considerevole di costi per Trenitalia (ora i treni sulla Ivrea Chivasso sono 14 per direzione, con la Sfm8 diventerebbero 16). Un’assenza di Ivrea dal SFM che risulta particolarmente assurda, come farà notare nel corso dell’incontro il consigliere regionale del Piemonte Avetta, se si pensa che in tale servizio ferroviario sono invece presenti le città di Fossano, Alba e Bra.
Inoltre l’AUF sostiene che il vero problema per determinare la possibilità per la stazione di Chivasso di gestire il prolungamento del SFM8 da Settimo a Ivrea è quello di organizzare adeguatamente gli orari, ovvero le tracce, dei numerosi servizi ferroviari che la impegneranno.

a cura di Andrea Bertolino