Sollecitato dal nostro articolo “La tempesta perfetta sui trasporti: se a Ivrea il disagio corre più veloce dei bus“, un nostro lettore ci scrive una riflessione generale sul Movicentro. Riflessione che dovrebbe essere considerata per le odierne e future politiche sulla mobilità e l’accessibilità dei luogi cittadini.
Caro varieventuali,
ho sempre avuto molte perplessità sulla nascita del Movicentro sin dalla presentazione del progetto e vi elenco le mie considerazioni.
- La necessità di avere un quarto binario in stazione probabilmente era necessaria ma, dal mio punto di vista, sarebbe stato sufficiente l’abbattimento della casermetta che è collocata dopo l’attuale terzo binario per avere lo spazio necessario per la collocazione del medesimo;
- La costruzione del sovrappasso per arrivare al Movicentro è una “schifezza” urbanistica; difatti da via Jervis non è più visibile la Serra morenica, unica in Europa e, se osservate attentamente la costruzione di quel “mostro” in ferraglia, ormai ricca di ruggine, non ha nulla da vedere con l’edificio della stazione ferroviaria risalente a fine ottocento. Sarebbe stata sufficiente la ristrutturazione del vecchio edificio con un adeguato ingresso e non, ad esempio, la chiusura del passaggio che era posto vicino al ristorante della stazione e che costringe tutti gli utenti ad usufruire una sola entrata/uscita.
Il continuo disservizio dell’ascensore pone gravi problemi per i disabili che non possono raggiungere la biglietteria ma gli “struzzi”, come di consueto, nascondono la testa davanti a questo problema quotidiano; pensate ad una persona anziana con un bagaglio appresso per andare in biglietteria a prendere il biglietto e poi ritornare ai binari per prendere il treno, sempre con il bagaglio.- L’area bus del Movicentro posta a fronte dello ZAC! non è utilizzata come terminal per gli stessi automezzi e sarebbe stato sufficiente destinare il parcheggio a fianco di casa Molinario per collocare il punto di arrivo e partenza degli autobus, separando di fatto, arrivo e partenza dei mezzi pubblici, treni ed autobus, mentre tutta l’area dell’attuale terminal dei bus avrebbe potuto essere un grande parcheggio per gli utenti che utilizzano questi servizi di trasporto.
- Per i pedoni faccio notare che l’imbocco in via Dora Baltea da corso Nigra è privo di marciapiede sul lato destro, non esiste proprio, mentre sul lato sinistro la larghezza è sotto i 90cm [quindi meno della larghezza minima secondo le norme sull’abbattimento delle barriere architettoniche per il passaggio di una carrozzina – ottimale 150cm per permettere l’inversione, ndr].
- Il traffico automobilistico e pedonale, sempre in questo incrocio, appare sempre più affollato, sia per la collocazione di diverse e nuove attività nell’area alle spalle del Movicentro e sia per limiti strutturali derivanti dagli edifici in essere. Immettersi oggi in corso Nigra da via Dora Baltea è già molto problematico e le code dei mezzi arrivano, oggi, sino alla rotonda dell’ingresso nell’area Bennet. Forse, con molti forse, invito a considerare che nel prossimo futuro (sic) nell’area dietro il Poliambulatorio dovrebbe sorgere il nuovo ospedale di Ivrea, faccio gli auguri a tutti per la nascita dei nuovi ingorghi.
Le “menti pensanti” di questo progetto avranno sicuramente (lo spero) utilizzato dati oggettivi che riguardano questa area ma non riesco a comprendere l’approssimazione con cui hanno potuto sostenere l’idea infausta del progetto Movicentro.
Grazie per l’attenzione.
Giancarlo Canil
