Organizzata dal CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa nell’ambito dell’edizione 2026 di “Controcampi 2026. Sguardi sul colonialismo”, la proiezione, giovedì 15 ottobre alle ore 20.30, a ingresso gratuito, sarà presentata da Abdullahi Ahmed
“Appunti per un’Orestiade africana” (del 1970, durata 73 minuti) è il film in cui Pasolini immagina di ambientare nell’Africa contemporanea la tragedia Orestea di Eschilo.
Realizzato tra la fine del 1968 e l’inizio degli anni Settanta durante i viaggi del regista in Uganda, Tanzania e in altri Paesi africani, il film nasce come un’opera a metà tra il documentario, il diario di viaggio e il progetto cinematografico.
Pasolini osserva paesaggi, volti e trasformazioni sociali alla ricerca dei luoghi e dei possibili interpreti di una moderna tragedia africana. Alle riprese realizzate personalmente dal regista si affiancano immagini di repertorio, anche di guerra, che introducono una dimensione più drammatica e politica.
L’Orestiade africana avrebbe dovuto confluire nel più ampio progetto degli Appunti per un poema sul Terzo mondo. Il film fu presentato alla Rai nel 1970, ma il progetto non venne accolto.
Rimane oggi una delle opere più significative attraverso cui Pasolini mette in relazione la cultura europea e le realtà africane, interrogandosi sulle eredità del colonialismo e sulle trasformazioni della modernità.
La proiezione sarà introdotta da Elena Testa, responsabile del CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa, e vedrà l’intervento di Abdullahi Ahmed*.
L’iniziativa è a cura del CSC-Archivio Nazionale Cinema Impresa ed è parte di “Controcampi 2026. Sguardi sul colonialismo”, progetto del Polo del ’900 di Torino coordinato dall’Unione culturale Franco Antonicelli.
Dal 14 ottobre all’8 novembre, Controcampi propone incontri, dibattiti, laboratori, tavole rotonde e proiezioni cinematografiche per approfondire la storia del colonialismo italiano e contribuire a una riflessione sulla decolonizzazione dei linguaggi e degli immaginari, del patrimonio culturale e dello spazio pubblico.
*Abdullahi Ahmed, nato a Mogadiscio nel 1988, arriva in Italia nel 2008 dopo essere fuggito dalla Somalia. Mediatore culturale, attivista e autore, è impegnato da anni sui temi dell’integrazione, della cittadinanza e del dialogo interculturale. È fondatore dell’associazione GenerAzione Ponte e autore del libro Lo sguardo avanti. La Somalia, l’Italia, la mia storia. Dal 2025 è consigliere comunale della Città di Torino.