Il pensiero di Nanni Salio nell’era del digitale

L’intervento di Norberto Patrignani al convegno “La forza della nonviolenza: l’attualità del pensiero di Nanni Salio in un mondo in crisi“, Centro Studi Sereno Regis, Torino, 6-7 Febbraio 2026.

Nanni Salio viene a Ivrea per parlare del suo libro “Le centrali nucleari e la bomba” (Edizioni Gruppo Abele, 1984) alla festa di Radio Rosse Torri al Parco della Polveriera del Comune di Ivrea, invitato dal Comitato per il Controllo Popolare sulle Scelte Energetiche… parliamo a lungo e scopriamo di avere in comune l’esperienza di studente-lavoratore, oltre all’interesse alla pace e al disarmo. Infatti nel 1983 contribuisce alla nascita dell’Unione Scienziati Per Il Disarmo (USPID) che organizza corsi internazionali di alta formazione su controllo degli armamenti e disarmo: la International School on Disarmament and Research on Conflicts (ISODARCO), dove ho avuto la fortuna di insegnare e collaborare con gli amici del Comitato Scientifico, Diego Latella dell’Università di Pisa e Guglielmo Tamburrini dell’Università Federico II di Napoli.

Oggi, nell’era del digitale, in un mondo in crisi, possono essere di aiuto tre grandi insegnamenti dal pensiero di Nanni Salio: Complessità, Reversibilità, e Decentramento.

1. Complessità

Il primo insegnamento che va ricordato dal pensiero di Nanni Salio è quello della Complessità. Nel 1982 esce in Italia per Adeplhi la prima edizione del libro “Il Tao della Fisica“, del fisico Fritjof Capra tradotta proprio da Nanni Salio: un contributo fondamentale alla ricucitura tra pensiero occidentale (concentrato sulle entità, cartesiano, basato sulla separazione mente- corpo, dove l’osservatore e l’osservato sono distinti, come nella scienza classica) e pensiero orientale (concentrato sulle relazioni, sulla interconnessione, sulla interdipendenza di tutte le forma di vita, dove osservatore e osservato interagiscono, “la relazione viene per prima” citando Bateson).

Questa “ricucitura”, basata sull’analisi delle analogie esistenti tra la fisica quantistica moderna e le filosofie orientali, diventa la base della cosiddetta scienza della complessità oggi più che mai necessaria. Come docente di Etica Informatica questa ricucitura mi è servita molto per capire la relazione tra tecnologia e società: la tecnologia non è neutra, Tecnologia e Societa’ si plasmano a vicenda!

Non a caso cinquanta anni dopo la prima edizione del 1975, nel 2025, è uscita una nuova edizione de “Il Tao della Fisica” per le edizioni Aboca. Non a caso, sempre cinquanta anni dopo dalla prima edizione, la casa editrice Mimemis ha ripubblicato il libro fondamentale “La sfida della complessità“.

2. Reversibilità

Il secondo insegnamento dal pensiero di Nanni Salio è quello della Reversibilità. La Reversibilità è una dimensione da valutare in modo approfondito quando si fanno scelte a tutti i livelli. E’ vero che il secondo principio della termodinamica (e dell’entropia) ci impone anche la scala dei tempi e quindi l’irreversibilità, ma è anche vero che possiamo avvicinarci, tendere alla reversibilità come principio guida. Ad esempio, pensando l’energia nella scala dei tempi abbiamo le fonti fossili (non rinnovabili) che risalgono a decine di Milioni di anni (come il gas), a centinaia di Milioni di anni (come il petrolio e il carbone) fino ad arrivare ai Miliardi di anni dell’Uranio e dei minerali radioattivi usati nelle centrali nucleari. Ebbene muovendosi nell’altra direzione, verso la superficie della Terra e oltre, incontriamo le fonti rinnovabili: l’acqua, il vento, il sole. Acqua, vento e sole sono più coerenti con il principio della Reversibilità proprio perché inseriti in cicli naturali. L’energia solare, con i fotoni che distano solo 8 minuti dalla Terra è forse la più vicina. Il nucleare, estraendo minerali radioattivi dalle viscere della Terra dove la natura li ha confinati Miliardi di anni fa, ci condanna a gestire scorie radioattive per centinaia di migliaia di anni, per i “secoli dei secoli”, nei saecula saeculorum. Oggi ci ritroviamo a discutere di nucleare e forse la reversibilità è un principio guida che ci può aiutare a fare scelte con saggezza.

3. Decentramento

Il terzo insegnamento che va ricordato del pensiero di Nanni Salio è quello del Decentramento: troppa concentrazione di energia fa male comunque, non a caso i sistemi naturali si sviluppano in modo rizomatico, “orizzontalmente”, senza gerarchia.

Tutte le strutture, le organizzazioni, i progetti troppo centralizzati introducono dei singoli punti di rottura e dei singoli punti di controllo dove il potere è troppo concentrato.

Come esempi si possono osservare da una parte, le centrali nucleari (dove la concentrazione di energia è massima, e quindi si portano dietro una centralizzazione del potere fino alla militarizzazione dei territori) e dall’altra le comunità energetiche (dove il decentramento implicito porta verso un vero controllo popolare sulle scelte energetiche).

Un esempio attuale nell’era del digitale, è la concentrazione di potenza di calcolo e di quantità immense di dati da parte delle Big Tech. I loro centri di calcolo richiedono enormi quantità di acqua e di energia elettrica (infatti molte stanno finanziando centrali nucleari per alimentare i loro centri di elaborazione).

Questa concentrazione nel mondo digitale sta portando le Big Tech ad avere un potere enorme su scala globale, hanno miliardi di persone come utenti. Uno degli ultimi servizi digitali che stanno invadendo il mercato del digitale sono le cosiddette “intelligenze artificiali” dove, oltre agli impatti ambientali, emergono anche impatti sociali ed etici preoccupanti (viene citato anche dal Report 2026 del Bulletin of the Atomic Scientists). Il digitale e le cosiddette “intelligenze artificiali” centralizzate in mano alle Big Tech sono socialmente, eticamente e ambientalmente insostenibili, sono diventate tecnologie del dominio e strumenti principali della guerra del XXI secolo.

Emerge il gravissimo problema del cosiddetto “caos epistemico” (information armageddon) ovvero non sappiamo più cosa è vero e cosa è falso. Ricordando Nanni Salio, uno dei suoi insegnamenti era proprio: “utilizziamo una metodologia che consente alla verità di dispiegarsi“, mezzi coerenti con i fini.

In particolare emergono applicazioni di intelligenza artificiale in grado di generare ondate di mala-informazione (informazione vera, effettiva, diffusa tipicamente fuori contesto), mis-informazione (informazione falsa e fuorviante, creata e diffusa senza l’esplicita intenzione di ingannare, purtroppo percepita e ritrasmessa come fosse vera), dis-informazione (informazione falsa, diffusa con l’esplicita intenzione di ingannare le persone, polarizzare l’opinione in gruppi incomunicanti, senza vie intermedie, fino alle conseguenze estreme).

L’umanità rischia di perdere il metodo scientifico, l’integrità dell’informazione che rappresenta la base per poter avere una realtà condivisa, a sua volta condizione necessaria per costruire valori condivisi.

Quando nel 2025 la Corte Penale Internazionale condanna Netanyau per crimini di guerra, subito Trump firma un ordine esecutivo che impone sanzioni contro i funzionari della Corte. Immediatamente dopo, il procuratore capo Karim Khan non riesce più ad accedere alla sua mail, ai suoi dati, etc. gestiti da Microsoft. Questo evento fa riemergere il dibattito sul dominio delle infrastrutture digitali centralizzate da parte delle Big Tech e sulla necessità di riprendere il controllo dei propri dati da parte dei cittadini e delle autorità europee. Molte amministrazioni di molti paesi (Austria, Danimarca, etc.) stanno abbandonando le Big Tech passando i loro servizi digitali presso fornitori locali che utilizzano software libero e garantiscono una gestione dei dati localmente. Ecco riemergere il decentramento come principio fondamentale.

Tutto questo pone interrogativi a tutti i livelli (personale, comunità, pubbliche amministrazioni, etc.) emerge la necessità di una riflessione sui dati, dove stanno i dati? quali strumenti di posta elettronica, archiviazione, messaggistica vengono usati? E’ arrivato il momento di riprendere il controllo dei dati.

Il Centro Studi Sereno Regis ha avviato un percorso di approfondimento sulle tecnologie conviviali (Illich, 1973) aperte, comunitarie, decentrate e interoperabili. Il percorso viene chiamato bicicletta digitale dato che la bicicletta è una tecnologia conviviale per eccellenza e, si ispira proprio a Nanni Salio, come lo ricorda il titolo di un libro a lui dedicato: “Quel piccoletto con zaino e bicicletta“.

Norberto Patrignani