Cinque mostre nello stesso Forte

Fotografia naturalistica e giornalistica, pittura moderna, scultura e un capolavoro classico tutti insieme al Forte di Bard

Con un cucuzzolo roccioso posto proprio in mezzo allo stretto passaggio verso la valle d’Aosta, Bard non poteva che essere scelto come punto di controllo e di difesa dai vari detentori del potere militare che si sono succeduti nei secoli in alta Italia. Il forte attuale, costruito nel 1830 dai Savoia, è solo l’ultimo delle fortificazioni che si sono succedute, dopo che Napoleone, che era stata fortemente ritardato dalla resistenza degli austriaci nel Forte di Bard nella sua discesa dalla Francia nel 1800, lo aveva fatto distruggere completamente.
Dismessa la funzione militare, nel 1995 è stato avviato dalla Regione Valle d’Aosta un completo progetto di recupero e sviluppo del Forte come polo culturale, sede di mostre permanenti e temporanee, convegni e incontri in tutto l’arco dell’anno.
Il Forte appare ora una riuscita convivenza di elementi antichi e moderni, come se la maestosa fortificazione accettasse di buon grado i ripidi e vistosi ascensori che scalano la roccia. Il visitatore può scegliere tra diverse mostre, che sono sempre di ottimo livello, e in particolare la fotografia ha qui trovato una casa molto accogliente.
Attualmente sono aperte tre mostre fotografiche, una di pittura moderna, una mostra speciale su un dipinto di Caravaggio e una installazione scultorea.

Stefano Unterthiner. Una finestra sull’Artico
31/10/2025 – 03/05/2026
La mostra Una finestra sull’Artico raccoglie il lavoro realizzato dal fotografo naturalista Stefano Unterthiner tra il 2018 il 2025 nell’arcipelago delle Svalbard (Norvegia), le terre abitate più a nord del Pianeta: le immagini scattate nel corso del progetto Una famiglia nell’Artico e la produzione inedita realizzata in quattro successive spedizioni. Sessanta fotografie in nove sezioni, che raccontano l’Artico e la sua fauna nelle diverse stagioni: orsi polari, renne, sterne, fulmari…
Il fotografo valdostano ci conduce in questa straordinaria regione artica, un mondo che si sta rivelando fragile e in rapido mutamento e nel quale si è dovuto trasferire con tutta la famiglia, bambini compresi. Le immagini sono incredibili per perfezione, colorazione e contrasti.
Ma non c’è solo l’osservazione della natura, Unterthiner si sente testimone e reporter dello stravolgimento causato dai cambiamenti climatici, fotografa e ascolta i residenti della piccola comunità di Longyearbyen (Svalbard), e un pannello è dedicato alla warming stripes, per sensibilizzare sugli effetti dell’innalzamento delle temperature in quei territori.

 

Magnum America. The United States
08/12/2025 – 08/03/2026
Che cos’è l’America? Attingendo dagli archivi dell’Agenzia Magnum Photos la mostra Magnum America pone al visitatore questa domanda. Organizzata in capitoli decennali che vanno dagli anni ’40 ai giorni nostri, l’esposizione, basata sull’ampia pubblicazione “Magnum America” edita da Thames & Hudson nel 2024. mette a confronto persone ed eventi ordinari e straordinari, offrendo un’interpretazione commovente del passato e del presente degli Stati Uniti d’America, mettendone al contempo in discussione il futuro.
Fin dalla sua fondazione nel 1947, Magnum Photos è stata profondamente intrecciata con la storia dell’America: i suoi ideali, le sue contraddizioni e le sue trasformazioni. Per molti dei fondatori europei di Magnum, l’America rappresentava sia una nuova frontiera che un banco di prova per la narrazione fotografica. Robert Capa ha catturato il glamour di Hollywood e l’ottimismo della vita del dopoguerra, mentre l’occhio attento di Henri Cartier-Bresson ha analizzato i rituali e i ritmi del Paese con uno sguardo distaccato e antropologico. Con la crescita dell’agenzia, fotografi americani come Eve Arnold, Elliott Erwitt e Bruce Davidson hanno contribuito con prospettive privilegiate, documentando tutto: dal movimento per i civili e le proteste contro la Guerra del Vietnam, ai ritratti intimi della vita quotidiana nelle piccole città e nelle grandi metropoli.
Nel corso dei decenni, l’obiettivo di Magnum ha seguito i trionfi e i traumi dell’America: il V-day, la Marcia su Washington, Woodstock, l’11 settembre, le campagne presidenziali, gli eventi sportivi, le manifestazioni culturali, i disastri naturali e le profonde cicatrici della disuguaglianza razziale ed economica.

Bird photographer of the Year 2025
25/10/2025 – 01/03/2026
La grande fotografia naturalistica torna in scena al Forte di Bard con un progetto del tutto inedito, presentato per la prima volta in Europa: si tratta di Bird Photographer of the Year, concorso internazionale giunto al decimo anno che premia le migliori fotografie di uccelli, suddivise in 8 categorie: Best Portrait, Birds in the Environment, Bird Behaviour, Birds in Flight, Black and White, Urban Birds, Conservation (Single Image) e Comedy Bird Photo.
Fotografi da tutto il mondo hanno partecipato al concorso presentando oltre 33.000 immagini.
A vincere l’edizione 2025 è l’immagine di una magnifica fregata che si staglia contro un’eclissi solare totale. A realizzarla in Messico è stato il fotografo canadese Liron Gertsman.
Due gli italiani premiati: Francesco Guffanti con l’immagine Angelo o Demone scattata in Valle d’Aosta, che ritrae un’aquila reale mentre si ciba di una carcassa di cervo rosso, ha vinto il primo premio nella categoria Bird Behaviour; Philippe Egger, con lo scatto Fotografia d’arte, ha vinto il primo premio nella categoria Creative perspectives che vede protagonista un Martin pescatore comune in un suggestivo volo su un’opera d’arte.

Fernando Botero. Tecnica monumentale
29/11/2025 – 06/04/2026
Il Forte di Bard dedica un importante progetto espositivo al pittore, scultore e disegnatore colombiano Fernando Botero. La mostra ripercorre l’evoluzione della tecnica espressiva attraverso oltre cento opere tra disegni, pitture e sculture che toccano tutti i temi più cari all’autore senza tralasciare la contaminazione dei grandi maestri del Rinascimento italiano da cui ha tratto ispirazione. Al centro del percorso, la ricerca del confronto tra le diverse tecniche utilizzate da Botero sullo stesso soggetto: olio, disegno, acquarello e scultura.
Sono esposti per la prima volta alcuni schizzi preparatori, accanto alle grandi pitture finite, oltre ad opere emblematiche come Autoritratto con Arcangelo, diverse versioni di Leda e il cigno, Venere e Il ratto di Europa, in cui si confronta con i grandi temi dell’arte classica.
E’ presente anche un percorso inclusivo tattile per una maggiore e più facile fruizione dei contenuti per le persone con disabilità visiva.

 Capolavori al Forte. Caravaggio, San Giovanni Battista
14/01/2026 – 06/04/2026
In occasione del ventennale del Forte di Bard prende il via il progetto Capolavori al Forte che vedrà alternarsi ogni anno, sino al 2028, un grande capolavoro dell’arte italiana all’interno della ex Cappella militare. Il progetto nasce dalla volontà di valorizzare opere uniche, che raccontano non solo il genio di maestri italiani ma anche storie e iconografie eccezionali.
Il primo capolavoro ad essere esposto, dal 14 gennaio al 6 aprile 2026, porta la firma di Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, ed è uno dei suoi ultimi lavori: il San Giovanni Battista. Un’opera intensa che racconta la maturità dell’artista ma soprattutto il pathos emotivo che lo contraddistingue. Una rappresentazione inedita di San Giovanni che doveva rappresentare la sua redenzione e che invece l’ha accompagnato nel suo ultimo viaggio verso la prematura morte.
Il dipinto, di proprietà di Galleria Borghese a Roma, è accompagnato da una dettagliata cronologia della evoluzione artistica e della burrascosa vita di Caravaggio, e da una interessante scansione radiologica che ne permette di apprezzare le fasi, le modalità di stesura del colore e le correzioni.
E ‘ un dipinto solo ma se amate Caravaggio non perdetelo.

Francesco Curzio