Cineclub Ivrea
Una commedia italiana lieve e inclusiva al giro di boa del Cineclub 2025-2026.
Per aprire la seconda metà della programmazione di questa edizione, Cineclub Ivrea propone un film che tratta con cuore e ironia temi delicati quali l’autismo, la famiglia, il “dopo di noi”.
– Al cinema sono in distribuzione (e cliccando qui in pdf) le schede dei film in programma.
Si informa che:
– È ancora possibile iscriversi (tessera scontata a € 30 per tutti i restanti film in programma oppure tessera a € 20 per l’ingresso a 8 film a propria scelta tra quelli in programma) nei giorni e orari di programmazione del Cineclub;
– È’ possibile assistere alle singole proiezioni dei film in programma con il pagamento di un biglietto di € 6,00;
– È possibile ricevere la newsletter con la programmazione del cinema Splendor Boaro (cliccando qui).
Qui di seguito la scheda del film in programma martedì 17 e giovedì 19 marzo 2026.
La vita da grandi
Martedì 17 marzo: ore 15.00 – 17.10 – 19.20 – 21.30
Giovedì 19 marzo: ore 15.30 – 17.40*
Regia: Greta Scarano / Interpreti: Matilda De Angelis, Yuri Tuci, Maria Amelia Monti, Paolo Hendel / Sceneggiatura: Greta Scarano, Sofia Assirelli, Tieta Madia, Chiara Barzini / Fotografia: Valerio Azzali / Musiche: Giuseppe Tranquillino Minerva / Montaggio: Valeria Sapienza / Scenografia: Andrea Castorina / Costumi: Grazia Materia / Produzione: Groenlandia, Halong, Rai Cinema / Distribuzione: 01 Distribution / Origine: Italia, 2025 / Durata: 1h e 36’ minuti
Dal romanzo “Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale” di Damiano e Margherita Tercon.
Il film ha vinto 2 Nastri d’Argento.
Film selezionato con Consulta Giovani di Ivrea
Scheda filmografica 13
Irene vive una vita apparentemente stabile a Roma, ma quando sua madre la chiama per tornare a Rimini e prendersi cura del fratello maggiore Omar, che è autistico, tutto cambia. Omar ha idee chiare sul suo futuro: non vuole dipendere da nessuno una volta che i genitori non ci saranno più.
Per realizzare i suoi sogni (sposarsi, avere tre figli e diventare un cantante rap famoso), Omar deve prima imparare a essere autonomo. Insieme a Irene inizia così un percorso di crescita personale e reciproca comprensione, affrontando speranze e paure della vita adulta.
La Scarano si tiene ben lontana da inutili stereotipi o macchiette comico-pietistiche. Usa la commedia gentile per raccontare la realtà, il quotidiano familiare, in tutte le sfaccettature: alterna con disinvoltura la prospettiva dei due fratelli, cerando di fare emergere punti di vista ed esigente di entrambi. Da un lato, c’è Omar che è consapevole della sua condizione, ma non accetta di vivere una vita in sottrazione; vuole lavorare, essere libero di uscire, di cantare e sì anche di potersi innamorare. Il suo autismo esiste, ma non deve essere una barriera che separa dagli altri, dalla vita. Omar desidera un’esistenza piena, come ogni adulto. Dall’altro lato c’è Irene, che disattende puntualmente le richieste della madre Piera che la vorrebbe più disciplinata nell’occuparsi del fratello, più organizzata davanti alla prospettiva sul “dopo di noi”, quando lei e il padre non ci saranno più. Irene invece è infastidita da tutta questa “soffocante” protezione nei confronti del fratello, che vorrebbe vedere più libero, più felice, in grado di “sporcarsi” anche lui con la vita, di inciampare in errori e comunque andare avanti. Come tutti.
(Sergio Perugini)
La vita da grandi è un film drammatico che segna il debutto alla regia dell’attrice Greta Scarano. La sceneggiatura (che ha richiesto un lungo processo di scrittura) è stata realizzata dalla regista insieme a Tieta Madia e Sofia Assirelli: essa prende ispirazione dalla vera storia di Margherita e Damiano Tercon – rispettivamente sorella sibling e fratello con autismo – già raccontata nei libri Mia sorella mi rompe le balle (2020) e L’imprevisto di diventare adulti. (…) La vita da grandi segna anche il debutto cinematografico del toscano Yuri Tuci, attore autistico ad alto funzionamento, che divide la scena insieme a Matilda De Angelis, vincitrice del David di Donatello per la migliore attrice non protagonista in L’Incredibile storia dell’isola delle rose (2021).
(Mauro Donzelli)
(…) È una tenera commedia di formazione emotiva a due teste, il film che segna il debutto alla regia dell’attrice Greta Scarano.
Nel suo La vita da grandi mette tutto il suo cuore, la dolcezza e quell’approccio irriverente al mondo che restituisce sullo schermo attraverso la figura di Irene, interpretata al meglio da Matilda De Angelis. Una ragazza carismatica, dallo spirito rock e dalla battuta pronta, che ha scelto un compagno protettivo (Adriano Pantaleo) e una vita lontana dalla famiglia. Ma il nòstos, Omero insegna, è un viaggio inevitabile e pieno di peripezie da cui non si può che tornare cambiati. Specie se si ritorna nella casa abitata da un fratello speciale come Omar. Lo interpreta l’ottimo Yuri Tuci, attore autistico scovato per caso in rete grazie al trailer del suo spettacolo Out is me. Il ritorno di Irene nella sua vita cambierà entrambi, tutti e due dovranno crescere e confrontarsi con “la vita da grandi” del titolo. Ne sintetizza bene il senso Scarano che cofirma anche la sceneggiatura, l’adultità è la capacità di fare delle scelte. Anche sbagliate.
Folgorata dal libro di Damiano e Margherita Tercon (i Terconauti) “Mia sorella mi rompe le balle. Una storia di autismo normale”, Scarano firma una commedia garbata che parla di sogni, legami familiari, inclusione, ma anche chiassose cene familiari davanti al televisore, tra racconti, incomprensioni e recriminazioni (spicca la performance di Maria Amelia Monti, nel ruolo della madre legittimamente apprensiva). Al suo debutto nel lungometraggio la neoregista dimostra di avere già uno stile definito – chi aveva avuto modo di vedere il suo corto Feliz Navidad lo sapeva – e di non aver paura di osare una storia e un tema su cui era facile schiantarsi, sprofondando nella retorica o nel ricatto morale. Questo film riesce a evitare entrambi, puntando tutto sull’ironia e la verosimiglianza della messa in scena (finalmente un cinema italiano lontano dagli agi ostentati dell’alta borghesia, che mostra la quotidianità di famiglie “normali”), rendendo perdonabile a chi guarda qualche ingenuità di scrittura. Tanto è coinvolgente il racconto del legame che si rinsalda tra i due protagonisti, tra conflitti, risate, paure e speranze condivise. Affronteranno anche il tema cruciale per tutti i fratelli del mondo – specie per chi ha sorelle/fratelli con handicap – del “cosa fare dopo la morte dei genitori”.
Più vicino alla commedia di formazione che al dramma esistenzialista, l’opera fluisce con un buon ritmo senza mai dimenticare il binomio efficace di cuore e umorismo, profondità e leggerezza, neanche nella scena del reality show, dove spuntano Mara Maionchi, Ferzan Ozpetek, Valerio Lundini e Malika Ayane. Oltre a sensibilizzare su temi importanti come autismo, inclusione sociale e autodeterminazione delle persone con disabilità, invitando con scanzonata leggerezza a oltrepassare ogni pregiudizio, etichetta e stereotipo di sorta, Scarano ricorda a chi guarda che la fratellanza non è un legame scontato. Si costruisce giorno dopo giorno concentrandosi sulle potenzialità dell’altro, più che sui limiti o difetti, impegnandosi reciprocamente a supportare più che a sopportare.
(Claudia Catalli)
Si rammenta che:
– sarebbe sempre meglio spegnere il telefono prima dell’ingresso in sala, ma è comunque vietato utilizzarlo in qualsiasi modo nel corso della proiezione del film;
– è opportuno non deteriorare la tessera, lasciarla nell’apposita bustina trasparente e, per ogni evenienza, conservare una fotocopia o una scansione (meno consigliata la foto perché più facilmente soggetta a imperfezioni quali riflessi, ombre,…) del codice a barre.che regola l’ingresso in sala;
E’ La voce di Hind Rajab il film più apprezzato tra i primi 8 programmati dal Cineclub Ivrea da novembre 2025 a gennaio 2026
Sono 247 le “pagelline” di valutazione dei primi 8 film programmati in questa 63esima edizione del Cineclub Ivrea. I giudizi complessivi sono positivi perché solo un film resta sotto il 7 (ma raccoglie comunque un giudizio di piena sufficienza), mentre tutti gli altri sono “promossi” a pieni voti.
Le valutazioni sono molto diversificate tra loro: nessun film ha ricevuto almeno la sufficienza da tutte le schede, come pure nessuno non ha ricevuto neppure un 10 (e, ovviamente, chi ne ha ricevuti di più si è piazzato ai primi posti tra i più graditi).
Diverso è anche il numero dei voti espressi per ciascun titolo, come riportato nella tabella che si può consultare cliccando qui.
Non resta che augurarsi che i prossimi film in programma incontrino un gradimento simile a quello registrato per questi primi otto.
Prossimi film in programma della LXIII edizione
24 e 26 marzo 2026 LE CITTÀ DI PIANURA di Francesco Sossai (Italia-Germania, 2025)
31 Mar. e 2 Apr. 2026 LA VITA VA COSÌ di Ricecardo Milani (Italia, 2025)
7 e 9 Aprile 2026 CROSSING ISTANBUL di Levan Akin (Francia-Svezia-Georgia-Turchia-Danimarca, 2024) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
14 e 16 Aprile 2026 BUGONIA di Yorgos Lanthimos (Gran Bretagna, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
21 e 23 Aprile 2026 DI NOI 4 di Emanuele Gaetano Forte (Italia, 2025)
5 e 7 Maggio 2026 CINQUE SECONDI di Paolo Virzì (Italia, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
12 e 14 Maggio 2026 IL PROFESSORE E IL PINGUINO di Peter Cattaneo (Spagna-USA-Gran Bretagna, 2025)
19 e 21 Maggio 2026 BLACK DOG di Guan Hu (Cina, 2024)
26 e 28 Maggio 2026 PER TE di Alessandro Aronadio (Italia, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
9 e 11 Giugno 2026 40 SECONDI di Vincenzo Alfieri (Italia, 2025)
16 e 18 Giugno 2026 FATHER MOTHER SISTER BROTHER di Jim Jarmusch (USA-Irlanda-Francia, 2025)
Si rammenta le proiezioni sono quattro al martedì (ore 15.00 – 17.10 – 19.20 – 21.30) e due al giovedì (15.30 e 17.40). Con una novità sperimentale: l’ultima proiezione del giovedì, quella che inizierà alle ore 17.40, sarà in versione originale con i sottotitoli in italiano (ovviamente se il film è stato girato in lingua diversa da quella italiana).
Il direttivo del Circolo del Cinema CINECLUB IVREA
Info: whatsapp al n. tel. 351 690 6071
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