Cineclub Ivrea
Pausa di Carnevale di due settimane della programmazione del Cineclub Ivrea che riprenderà il 24 febbraio con un film francese sull’importanza sociale e culturale della scuola e di chi sta dietro la cattedra.
– Al cinema in formato cartaceo (e cliccando qui in pdf per chi volesse stamparla) la schedina per le valutazioni dei primi 8 film proposti in questa edizione da depositare poi nell’urna al cinema (o inviare a [email protected])
– Al cinema sono in distribuzione (e cliccando qui in pdf) le schede dei prossimi 8 film in programma.
Si informa che:
– È ancora possibile iscriversi (tessera scontata a € 35 per tutti i restanti film in programma oppure tessera a € 20 per l’ingresso a 8 film a propria scelta tra quelli in programma) nei giorni e orari di programmazione del Cineclub.
– È possibile ricevere la newsletter con la programmazione del cinema Splendor Boaro (cliccando qui).
Qui di seguito la scheda del film in programma martedì 24 e giovedì 26 febbraio.
Guida pratica per insegnanti
Martedì 24 febbraio: ore 15.00 – 17.10 – 19.20 – 21.30
Giovedì 26 febbraio: ore 15.30 – 17.40*
* ultima proiezione di giovedì in versione originale francese sottotitolata in italiano
Titolo originale: Un métier sérieux / Regia: Thomas Liti / Interpreti: Vincent Lacoste, François Cluzet, Adèle Exarchopoulos, Louise Bourgoin, William Lebghil, Bouli Lanners, Lucie Zhang, Théo Navarro-Mussy, Léo Chalié, Hubert Myon, Jérémy Gillet, Mustapha Abourachid, Bilel Souidi / Sceneggiatura: Thomas Lilti / Fotografia: Antoine Héberlé / Montaggio: Gwen Mallauran, Matthieu Ruyssen / Produzione: Emmanuel Barraux, Agnès Vallée / Distribuzione: Movies Inspired / Origine: Francia, 2023 / Durata: 1h e 45’
È finita l’estate. Pierre, Meriem, Fouad, Sophie, Sandrine, Alix e Sofiane, un gruppo impegnato e unito di insegnanti di una scuola secondaria, si ritrovano per iniziare un nuovo anno scolastico. Si unisce al gruppo Benjamin, un giovane supplente alla prima esperienza che presto si trova a confrontarsi con le difficoltà del mestiere. Grazie a loro scoprirà quanto sia viva la passione per l’insegnamento all’interno di un’istituzione sempre più fragile.
La trilogia è evidente – e va considerata anche Hippocrate, la serie in tre stagioni che sviluppa il film, con un cast diverso – con il suo sistema di assonanze onomastiche, professionali, esistenziali all’interno di una visione precisa nella quale confluiscono il tema della crescita, l’avventura del bivio, la conoscenza del settore, la capacità di parlare dell’intera società, un tono sospeso tra umorismo e malinconia. Con Guida pratica per insegnanti, Lilti esce dalla sanità e torna all’istruzione (secondaria) e sembra espandere quell’universo senza restarvi chiuso, anzi aprendosi all’osservazione e all’interpretazione di nuovi territori e sensibilità inedite.
C’è un altro Benjamin (il cognome ha trovato un’altra erre: Barrois), che è sempre Lacoste (il più completo della sua generazione, un tenero e sfrontato corpo da fumetto sempre in bilico tra spaesamento e malizia), un giovane dottorando che, non essendo riuscito a ottenere una borsa di studio, accetta un posto come insegnante di matematica, mestiere che non ha mai fatto ma di cui ha bisogno per campare.
Il primo sguardo di Lilti è sull’istituzione, collocata in una banlieue parigina dove tutti si muovono con i mezzi pubblici o auto che hanno macinato troppi chilometri: alla denuncia programmatica o all’approccio paternalista si preferisce l’attenzione al quotidiano, una rappresentazione dell’adolescenza che non ammicca ma attesta.
Il focus, d’altronde, è sul corpo docente: Benjamin trova una sorta di mentore in Pierre (senza Jean, ma sempre Cluzet), un maturo e consumato insegnante di francese che ha problemi a comunicare con il figlio, un nuovo amico nel collega di inglese (Lebghil, ancora in un ruolo simpaticamente “divergente” tra cannette e disordini vari) e la possibilità di un flirt con una professoressa di matematica in crisi professionale e familiare (Adèle Exarchopoulos, solita presenza folgorante per cui vale la pena immaginare un amore). Ma ci sono anche un’insegnante di biologia sull’orlo del burnout e una nuova assunta che cerca di non cedere alla tentazione di scappare con il collega di educazione fisica.
Non bastassero i corsi e ricorsi nell’onomastica, nel casting e nei ruoli, Guida pratica per insegnanti rivela la capacità del regista nel costruire una profonda riflessione sul mondo del lavoro, sui contraccolpi tra professione e privato, sull’importanza sociale e culturale della scuola e di chi sta dietro la cattedra. E ci riesce grazie a uno sguardo umanista che esplora l’universo emotivo degli insegnanti (impotenza e fallimento, ma anche passione e coscienza), mette in primo piano il bisogno di una catena solidale e tiene da parte la sociologia d’accatto. Sembra fare poco, ma come lo fa bene.
(Lorenzo Ciofani)
Ci sono tanti riflessi, tanti incroci, tante corrispondenze nella filmografia di Thomas Lilti, che a cinque anni da Il primo anno torna con Guida pratica per insegnanti (che arriva nelle sale italiane a quasi due anni dall’anteprima al Festival di San Sebastián). Sarà che, per lui, fare film è una questione seria, una vocazione precoce, un approdo tardivo: figlio di un medico, ha dapprima seguito le orme paterne, convinto che quello del cinema non fosse un mestiere serio (titolo originale di Guida pratica per insegnanti), quindi tirocinante in ospedale e però sempre con il pallino della regia.
Abbandonato il camice bianco, dopo un lungo d’esordio apprezzato quanto ignorato (Les Yeux bandés, 2007), ha trovato la quadra con un’opera seconda che è una seconda opera prima, non fosse altro per il coinvolgimento emotivo, la consapevolezza del tema, il riverbero biografico. Ippocrate, uscito in Italia solo in home video, era il coming of age di Benjamin (l’allora ventenne Vincent Lacoste), un medico tirocinante che muove i primi passi nel reparto diretto dal padre. Fu, poi, la volta di Il medico di campagna, incentrato sul navigato Jean-Pierre (il nemmeno sessantenne François Cluzet), seguito da Il primo anno, che racconta il percorso universitario di Benjamin Barois (ancora Lacoste), figlio di un medico e di una docente, iscrittosi alla complicata facoltà di Medicina dove diventa amico di un fuoricorso
(William Lebghil).
Insegnanti sull’orlo di una crisi di nervi. Dopo avere esplorato con estrema sensibilità il mondo della medicina (Ippocrate, Il medico di campagna, Il primo anno), Thomas Lilti approccia l’ambiente scolastico dal punto di vista dei professori di un istituto della periferia parigina. Siamo lontani sia da La classe di Laurent Cantet che da La sala professori di Ilker Catak, perché l’intento del regista francese è di raccontare una storia corale che coinvolge diversi elementi del gruppo docente. Tra gli insegnanti spiccano Pierre (François Cluzet) anziano del gruppo che cerca di trovare nuovi stimoli per la sua professione, Merien (Adèle Exarchopoulos) che vive il dramma della separazione e ha un bambino con problemi di apprendimento, Sophie (Lucie Zhang) che appare in difficoltà nel gestire le intemperanze degli alunni, Sandrine (Louise Bourgoin) in crisi perché alle prese con un figlio adolescente ubriaco e violento, Fouad (William Lebghil) sempre pronto agli scherzi e infine il giovane dottorando Benjamin (Vincent Lacoste) che è il supplente di matematica in una classe problematica e subisce le pressione familiari (il padre lo vorrebbe medico) e i contrasti con Enzo (Bilel Souidi), un alunno che gli contesta lo zero ricevuto in un compito in classe.
Thomas Lilti sceglie un tono molto leggero sulle note di Le temps du muguet di Francis Lemarque e si interroga sul senso di una professione che stenta a trovare il passo delle nuove generazioni. Abbozza una timida storia d’amore tra Benjamin e Meriem ed anche un ironico parallelismo con certe immaturità adolescenziali (la passione di Pierre per le patatine e il camembert della mensa). Poi si concentra sul privato dei singoli insegnanti che faticano giorno e notte pur di trovare il modo per non annoiare gli studenti e coinvolgerli nelle attività di apprendimento. Due sono le scene importanti a sottolineare il tema principale del film. La prima è quella del consiglio di disciplina chiamato a esprimersi sull’espulsione di Enzo, già recidivo per atti di violenza e insubordinazione: la decisione finale rappresenta comunque una sconfitta per preside e professori. La seconda è il dialogo tra Pierre e l’allieva un tempo brillante e adesso annoiata: lui le propone come lettura L’ammazzatoio di Émile Zola mentre la studentessa preferisce La promessa dell’alba di Romain Gray. Come colmare questo gap, che di anno in anno diventa sempre più evidente? La soluzione è credere ancora nella collettività, nel lavoro di gruppo e rendere coeso il corpo docenti (la giornata di surf al mare è esemplificativa nel cementare lo spirito di squadra) per trasmettere anche ai ragazzi questo senso di appartenenza, lasciando da parte posizioni egoistiche e intolleranti.
Presentato al Festival di San Sebastian del 2023, Guida pratica per insegnanti è un’opera che senza usare toni drammatici o elaborati espedienti narrativi racconta le vite di professionisti che cercano di migliorare il senso di un mestiere logorante che non può essere svolto con un tutorial su you tube o seguendo regole da manuale di sopravvivenza (“non dare mai le spalle alla classe”, “tenere due dita piantate sulla cattedra a ristabilire l’autorità”).
Gli anni passano, arriva l’estate e Thomas Lilt inquadra la desolazione dei banchi vuoti e delle aule deserte. I ragazzi passano, gli insegnanti restano, alcuni abbandonano, altri si trasferiscono. Trovare il mutuo soccorso nelle difficoltà dell’insegnamento significa trasformare un lavoro serio (Un métier sérieux è il titolo originale del film) in una missione.
(Fabio Fulfaro)
Si rammenta che:
– sarebbe sempre meglio spegnere il telefono prima dell’ingresso in sala, ma è comunque vietato utilizzarlo in qualsiasi modo nel corso della proiezione del film;
– è opportuno non deteriorare la tessera, lasciarla nell’apposita bustina trasparente e, per ogni evenienza, conservare una fotocopia o una scansione (meno consigliata la foto perché più facilmente soggetta a imperfezioni quali riflessi, ombre,…) del codice a barre.che regola l’ingresso in sala;
Prossimi film in programma della LXIII edizione
24 e 26 Febbr. 2026 GUIDA PRATICA PER INSEGNANTI di Thomas Lilti (Francia, 2023)
3 e 5 Marzo 2026 LA RAGAZZA DEL CORO di Urška Djukić (Slovenia-Italia-Croazia, 2025)
10 e 12 Marzo 2026 VERA SOGNA IL MARE di Kaltrina Krasniqi (Kosovo-Macedonia-Albania, 2021)
17 e 19 marzo 2026 LA VITA DA GRANDI di Greta Scarano (Italia, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
24 e 26 marzo 2026 LE CITTÀ DI PIANURA di Francesco Sossai (Italia-Germania, 2025)
31 Mar. e 2 Apr. 2026 LA VITA VA COSÌ di Ricecardo Milani (Italia, 2025)
7 e 9 Aprile 2026 CROSSING ISTANBUL di Levan Akin (Francia-Svezia-Georgia-Turchia-Danimarca, 2024) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
14 e 16 Aprile 2026 BUGONIA di Yorgos Lanthimos (Gran Bretagna, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
21 e 23 Aprile 2026 DI NOI 4 di Emanuele Gaetano Forte (Italia, 2025)
5 e 7 Maggio 2026 CINQUE SECONDI di Paolo Virzì (Italia, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
12 e 14 Maggio 2026 IL PROFESSORE E IL PINGUINO di Peter Cattaneo (Spagna-USA-Gran Bretagna, 2025)
19 e 21 Maggio 2026 BLACK DOG di Guan Hu (Cina, 2024)
26 e 28 Maggio 2026 PER TE di Alessandro Aronadio (Italia, 2025) – film selezionato con Consulta Giovani Ivrea
9 e 11 Giugno 2026 40 SECONDI di Vincenzo Alfieri (Italia, 2025)
16 e 18 Giugno 2026 FATHER MOTHER SISTER BROTHER di Jim Jarmusch (USA-Irlanda-Francia, 2025)
Si rammenta le proiezioni sono quattro al martedì (ore 15.00 – 17.10 – 19.20 – 21.30) e due al giovedì (15.30 e 17.40). Con una novità sperimentale: l’ultima proiezione del giovedì, quella che inizierà alle ore 17.40, sarà in versione originale con i sottotitoli in italiano (ovviamente se il film è stato girato in lingua diversa da quella italiana).
E’ prevista inoltre la possibilità (in presenza di posti disponibili in sala dopo l’ingresso dei tesserati) di assistere alle singole proiezioni dei film in programma con il pagamento di un biglietto di € 6,00.
Il direttivo del Circolo del Cinema CINECLUB IVREA
Info: whatsapp al n. tel. 351 690 6071
email: [email protected]
