“Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” evento speciale al cinema Splendor Boaro il 5 e 6 febbraio

A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni il film documentario, presentato in anteprima a Fiumicello alla manifestazione “Giulio continua a fare cose”, arriva anche a Ivrea

 Erano le 19.41 del 25 gennaio del 2016 quando Giulio Regeni inviò il suo ultimo messaggio dall’Egitto. Poi per una settimana non si ebbero più sue notizie fino al 3 febbraio quando il suo corpo fu ritrovato lungo l’autostrada.
«Sono trascorsi 10 anni da quando Giulio è stato sequestrato al Cairo per poi essere torturato e ucciso da funzionari del regime egiziano – hanno detto i genitori di Giulio Regeni – ringraziamo tutte le persone e la scorta mediatica che hanno illuminato il nostro cammino verso la verità e la giustizia anche seguendo ogni fase del processo ed impedendo che questa tragica storia di violazione dei diritti umani cadesse nell’oblio».
Giulio continua a fare cose” è il titolo delle diverse iniziative realizzate il 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina (in provincia di Udine), paese di origine di Giulio Regeni: la mostra “10 anni in giallo: un’onda d’urto!“, l’incontro “Parole, immagini e musica per Giulio” e l’anteprima nazionale del documentario “Giulio Regeni. Tutto il male del mondo” realizzato da Simone Manetti.
Il film viene programmato come “evento speciale” al cinema Splendor Boaro di Ivrea in questi giorni: giovedì 5 febbraio alle ore 21.00 e venerdì 6 febbraio alle ore 18.30.
I depistaggi, gli stop ai processi, lo stallo della diplomazia e le battaglie giudiziarie in questo primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016.
A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio Regeni e Paola Deffendi. Un padre e una madre che per arrivare alla verità hanno sfidato la dittatura militare di Abdel Fatah al-Sisi. Accanto a loro, la testimonianza esclusiva di Alessandra Ballerini, l’avvocato che li ha assistiti nella lunga battaglia legale che nel 2023, a distanza di otto anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato al processo contro quattro agenti della National Security egiziana.
Iniziato nella primavera del 2024, il processo dovrebbe arrivare a sentenza entro la fine del 2026.