Giulia Arduino

Quando

25 Gennaio 2026    
17:30

Dove

Azami libreria
via quattro martiri 1, Ivrea, Torino, 10015

Tipologia evento

Ricordi di partigiani piemontesi a ottant’anni dalla Liberazione

Giulia Arduino, in dialogo con Oxana Markova, ci parlerà del suo

“CHE NE SARA’ DI NOI?” (edito da Araba Fenice)

Che ne sarà di noi? Può capitare di farsela una domanda così, specie a un certo punto della vita. Che ne sarà di noi si chiedono le partigiane e i partigiani che raccontano le loro storie in questo libro. Ma poiché hanno vissuto un momento unico e irripetibile della storia, immediatamente la domanda diventa: che ne sarà della memoria della Resistenza?
Della memoria viva, quella che fino a poco tempo fa veniva raccontata in casa, cha passava dai nonni ai nipoti, che si nutriva di fatti, nomi e date, ma anche di emozioni, ricordi e lacrime. Di quella memoria che era rito collettivo nel celebrare la Liberazione senza che nessuno mettesse in dubbio il 25 aprile come “data divisiva”.
Queste sono le testimonianze di chi c’è ancora, capitoli di un libro più grande che si apre e si chiude con la domanda: che ne sarà di noi? La risposta è semplice e molto complicata insieme: quello che noi saremo capaci di fare.

Giulia Arduino si è laureata in Scienze Storiche all’Università degli Studi di Torino. La sua laurea le è valsa la Menzione Speciale nella IX edizione del Premio Pestelli. È Ricercatrice associata del Laboratorio di Storia delle Alpi (Acc. di architettura – Università della Svizzera Italiana). Collabora con l’Istituto nazionale Ferruccio Parri di Milano, con l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e della società contemporanea “Giorgio Agosti” e con il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà. Scrive per il mensile Torino Storia, il settimanale La Fedeltà e Rivista Savej. Collabora al portale Noi. Partigiani – Memoriale della Resistenza Italiana diretto da Gad Lerner e Laura Gnocchi ed è autrice del podcast Qui si fa l’Italia, curato da Lorenzo Pregliasco e Lorenzo Baravalle.

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