Sabato 3 gennaio ha lasciato questo mondo Alberto “Bergu” Ferraro. Pochi in città non conoscevano “Bergu”, una personalità eclettica e dai vasti interessi che ha lasciato il segno, ed ora il vuoto, in una intera comunità.
Alberto lascia un personale e indelebile segno fra chi l’ha conosciuto, fra gli amici, fra chi gli ha voluto bene, grazie alla sua sensibilità umana, culturale e artistica che ha caratterizzato tutta la sua vita. Uomo curioso e colto, aveva un animo poetico e un legame speciale con il mondo dell’arte. Ha collaborato con musicisti, attori, artisti diversi. Ricordiamo la partecipazione al Ritratti al futuro dal passato prossimo” curato da Laura Curino e al progetto musicale “Ostinato e Contrario!“, un emozionante omaggio a Fabrizio De André, in collaborazione fra gli altri con il chitarrista Loris Deval. In parallelo Alberto Ferraro ha costantemente praticato il forte impegno per l’abbattimento delle barriere architettoniche, prima di tutto come un esercizio concreto di senso civico.
Anche quando il corpo ha iniziato a precludergli il movimento, la sua mente è rimasta vivace e presente: proprio questa sua integrità intellettuale rende oggi la sua perdita così dolorosa e difficile da elaborare.
I saluti e il ricordo di amiche e amici
Alberto “Bergu” Ferraro è stato un compagno di strada per molti e uno stimolo per tutti. Un artista, un uomo che ha saputo mettersi in gioco con progetti ambiziosi, che ha viaggiato per fare esperienze di volontariato, non solo in Italia. Ci piace l’idea di riunire qui alcuni dei ricordi e dei saluti affettuosi che stanno esprimendo coloro che gli han voluto bene e ne sono stati generosamente ricambiati. Vogliamo pensare che questo sia un colorato mazzo di fiori che lo accompagni in questo viaggio.
Ciao Alberto, Bergu. Ti voglio ricordare così, durante uno dei tanti compleanni festeggiati insieme perché nati a distanza di pochi giorni. Entrambi “ Leoni”. Non hai ne hai mai saltato uno, onorandoli con le modalità più disparate. Le tue difficoltà fisiche dettate dalla tua disabilita’ non ti hanno mai fermato. I tuoi progetti non hanno mai risentito di quelle frasi che spesso invece noi, normodotati, recitiamo: non ce la posso fare, affidando così a questo alibi una scusa per non fare. Per ultimo, stavi raccogliendo amici e amiche per una nuova avventura. Volevi fare un recital per ricordare il mitico De Andre’ cantando quelle straordinarie poesie in musica che sono le canzoni tratte dall’album “La buona novella. Mannaggia non hai fatto in tempo, ma le suoneremo e canteremo per te e con te. Ci siamo sempre voluti bene. Abbiamo riso, battibeccato, ironizzato e anche cantato insieme, una vita fa, un’indimenticabile Mamma, papà, Nunziatina scritta da tuo cugino Edi. Rimarrai nel mio cuore. Addio, Amico
Cristina
Amico mio, mai avrei voluto ricevere questa notizia. In un attimo mi è passata davanti tutta la vita, da quando eravamo bambini insieme, alle prime “esperienze” musicali in soffitta da te, alle partite di pallone sulla striscia d’asfalto sotto casa mia (quanti vetri rotti e fughe abbiamo fatto), fino all’appuntamento fisso della pizza con grappino finale di non troppi anni fa. Poi il lavoro mi ha portato lontano e le nostre scampagnate si sono ridotte fino a rimanere solo un ricordo. Ma ti ho sempre portato nel cuore e lì rimarrai per sempre. Bergu, ci rivedremo un giorno, tieni la voce allenata per quel momento, io avrò con me la chitarra e riprenderemo a cantare insieme, come se il tempo non si fosse fermato. Buon viaggio.
Fabrizio
Sei esattamente tu nella foto: lo sguardo dietro al bordo degli occhiali e il sorriso sornione appoggiato alla mano possente, come dire: “Ti vedo, ci penso e sto per dirtelo”. Ci mancheranno tutte e tre le cose. Ci mancherai tu, Bergu.
Nicola
Stamattina quando ho letto il messaggio di Cristina sono rimasto di sasso. E adesso sono qui, fermo, e penso a te, alla tua voce che si alzava prima di ogni concerto, quella voce che tremava un po’ ma non si fermava mai, quella voce che parlava di disagio mentre noi dietro stringevamo le chitarre e aspettavamo che tu finissi per attaccare. E tu parlavi, Alberto, parlavi di cose che gli altri non volevano sentire, ma tu le dicevi lo stesso, perché eri così, uno spirito libero, anarchico come ti piaceva definirti, e non te ne fregava niente se qualcuno ti guardava storto. Gli anni Settanta, Ottanta, Ivrea, il Collettivo Cantautori. Eravamo uniti, allora. Eravamo una cosa sola. Poi la distanza, i miei viaggi continui, e ci siamo inevitabilmente allontanati. Ma tu c’eri sempre, da qualche parte, con quella tua forza ostinata di vivere la vita fino in fondo nonostante tutto. E Mamma Papà Nunziatina. La amavi tanto, quella canzone. La storia del dodicenne spastico, l’errore fatale, l’ospedale. E adesso che anche tu te ne vai così, in un ospedale, all’improvviso, mi viene da pensare al destino crudele che ci prende in giro. Penso a zia Molly, cento anni, che ha visto andarsene tre dei suoi figli. Tre. E non ci sono parole per questo dolore, non ci sono parole giuste. Avrei voluto cantartela un’ultima volta, Alberto. Avrei voluto essere lì, con la chitarra, e cantartela piano, quella canzone che era tua. Te la canto lo stesso, anche se non mi senti. Ciao Alberto, spirito libero.
Edi
Ciao Alberto, amico speciale
Andrea
Addio Alberto, ultimamente non ci eravamo più incontrati, ma ci si vedeva spesso da ragazzi quando venivo a casa tua. Buon viaggio,
Patrizia
L’ultima volta che sei venuto in libreria mi hai detto che avevi in mente una roba. Una roba da palcoscenico intendo. E stamattina Nicola non mi racconta che ti ha visto il 24 e che gli hai chiesto di me? Quella del teatro, hai detto. E che ti sarebbe piaciuto se Nicola avesse organizzato per portarmi a trovarti dopo le feste. Hai capito, che occasione mi sono persa? Roba da mettere in cima al curriculum! Un bel tiro mancino. Ma chissà che non mettiamo su qualcosa in tante e tanti, che dici? Un abbraccio, bel sorriso.
Simo
Tutti in piedi per applaudirti ! Buon viaggio caro Alby sei stato un fantastico incontro nella mia vita e onorata di aver reso speciale il tuo cd!
Valeria
Povero Albertone, momento di grande tristezza però, nonostante i suoi problemi, lui ha condotto una vita piena e rimarrà sempre un esempio per noi tutti… Ciao Alberto, un pezzo di te sarà sempre nel mio cuore…
Franco
Carissimo Albergo tanti ricordi mi frullano in testa. Hai avuto da molti sincero affetto e non compassione.
Ti sei conquistato uno spazio degno in questo ipocrita e feroce mondo.
Gianni
Abbiamo perso una memoria storica, ti ricordavi tutti i nomi, anche di coloro che avevano perso di vista da anni. Nella Casa del Padre, dove certamente sei, sono certo che avrai molti amici da ritrovare e che chiamerai per nome con grande piacere di tutti. Riposa in pace vecchio amico.
Vittorio

Fin da quando ero bambino Alberto ha sempre saputo incarnare per me l’esempio del Valore della Diversità e della Forza dell’Amicizia. Ha saputo dimostrare con la sua vita, col suo lavoro, con le sue mille passioni e i suoi mille interessi come la sua diversità e il suo handicap costituissero per lui un modo di essere speciale. Non esistevano ostacoli insormontabili per i suoi progetti culturali, se si prefiggeva un obiettivo prima o poi lo raggiungeva: libri, spettacoli teatrali, poesie, concerti. E la sua arma segreta, il suo vero e proprio superpotere è sempre stata l’Amicizia: ovunque andassi trovavo suoi amici, persone comuni così come cantanti o artisti di fama, che per lui si impegnavano e che lo aiutavano a realizzare i suoi progetti, che con lui si confrontavano e discutevano.
Ciao Alby!
Andrea
Accidenti, Alberto era una istituzione per noi! Siamo cresciuti vedendolo crescere ottenendo sempre ottimi risultati: un vero esempio!
Simone
La prima volta che ho conosciuto Alberto è stata durante una serata di musica e la musica ci ha sempre fatti incontrare. Concerti di amici, serate canterine. Non lo dimenticherò mai. È stata e sarà sempre una persona meravigliosa con una forza di animo eccezionale. Sono molto dispiaciuta che non sia più con noi ma so che dovunque sarà porterà il suo umorismo e rallegrerà tutti!
Chiara
